Vertenza Unicoop-Tirreno, vicino l’accordo. Scongiurati i licenziamenti

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By Federdat Aprile 25, 2017 11:54 Updated

Vertenza Unicoop-Tirreno, vicino l’accordo. Scongiurati i licenziamenti

Per la vertenza Unicoop Tirreno (109 tra supermercati, iper e mini in Toscana, Campania, Umbria e Lazio e 4mila dipendenti) la firma dell’accordo potrebbe essere vicina, dopo quattro mesi di duro confronto: venerdì 28 e sabato 29 aprile è in programma una due-giorni tra azienda e sindacati per tradurre in provvedimenti il verbale firmato a fine marzo, che scongiura gli esuberi (481 quelli full time equivalenti annunciati dalla cooperativa, che corrispondono a più di 600 addetti per l’alta incidenza del part time).

La pre-intesa prevede la salvaguardia dei posti di lavoro attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali: cassa integrazione straordinaria nel quartier generale di Vignale Riotorto (Piombino) e contratti di solidarietà nei punti vendita in cui sono stati dichiarati esuberi. L’obiettivo dei sindacati (la trattativa è seguita dalle segreterie nazionali) è utilizzare gli ammortizzatori sociali per la durata massima prevista dalla legge, arrivando a coprire 36 mesi.

Per decidere le chiusure dei punti vendita non remunerativi la cooperativa, che punta a tornare alla redditività della gestione caratteristica nel 2019, ha preso tempo fino all’estate (in origine le chiusure annunciate erano 12, più otto cessioni di negozi).
«Resta in ballo la partita sulla diminuzione dei costi – spiega Cinzia Bernardini, segretaria generale Filcams-Cgil Toscana – visto che l’azienda aveva minacciato di disdire il contratto integrativo che incide in maniera rilevante sullo stipendio. Gli spazi per arrivare a un accordo ci sono, ma non si può pensare che ci debbano rimettere soldi solo i lavoratori».

Per il sindacato il rilancio dovrebbe far leva soprattutto sull’organizzazione: «Crediamo che l’azienda sia stata organizzata male – aggiunge Bernardini – sia sul fronte della logistica che commerciale; i manager arrivati di recente da altre cooperative, come Unicoop Firenze e Alleanza 3.0, hanno già impresso un nuovo passo, ma il cambiamento non deve trovare resistenza nel vecchio gruppo dirigente».

Anche da Unicoop Tirreno arriva l’indicazione di possibile spazio per un accordo: «La due-giorni di venerdì e sabato sarà importante», fanno sapere precisando che «il verbale dello scorso marzo parla di parziale sospensione del contratto integrativo, e non di disdetta totale».
Il direttore generale di Unicoop Tirreno, Piero Canova, aveva annunciato nel gennaio scorso la necessità di recuperare 8,7 milioni di euro sul costo del personale del quartier generale di Vignale (dove lavorano 490 persone) e di cedere immobili non strategici per 170-180 milioni.

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