Vantaggi e svantaggi per chi cambia operatore. Lo studio di Sos Tariffe

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By Federdat Aprile 13, 2017 09:41 Updated

Vantaggi e svantaggi per chi cambia operatore. Lo studio di Sos Tariffe

Costi di attivazione più bassi, ma periodo di vincolo più elevato e maggiore penale per il recesso anticipato. Vantaggi e svantaggi per i nuovi clienti che cambiano casacca sostituendo il proprio operatore di telefonia mobile. Tradire il proprio operatore conviene? A rispondere a questa domanda prova SosTariffe.it,comparatore che ha condotto uno studio con cui è andato ad analizzare le tariffe messe in campo dai vari operatori. Risultato: secondo lo studio il mercato si sta spingendo verso l’uniformità delle promozioni previste per i pacchetti “tutto compreso” dedicate a nuovi e vecchi clienti. Questo comunque a fronte di un fenomeno che, stando agli ultimi numeri Agcom, è comunque in forte crescita.

I pro e i contro. Insomma, la convenienza per chi effettua la portabilità, come detto, si concentra sul costo per attivare le tariffe: inferiore del 22,6% rispetto alle attivazioni per i già clienti. Dall’altra parte però chi rimane con il proprio provider e attiva una nuova tariffa ha vincoli temporali sul periodo di sottoscrizione dell’offerta più brevi del 42 per cento. Per arrivare a questo risultato SosTariffe.it ha preso in esame i principali pacchetti “all inclusive” (ovvero le offerte che con un unico canone offrono chiamate, Sms e traffico dati inclusi) nel segmento ricaricabili, calcolando gli importi medi (per vecchi e nuovi clienti) di alcuni parametri necessari per sottoscrivere le tariffe: costo periodico, periodo di rinnovo, costo di attivazione, vincolo temporale e penale per il recesso anticipato. Oltre a questo sono stati calcolati i numeri medi di chiamate, Sms e traffico dati inclusi nei pacchetti.

Rilevazione di Sos Tariffe sui pacchetti All inclusive

Il nodo del costo di attivazione. Dalla tabella si evince come per il costo mensile sostenuto il 1° anno di attivazione (comprensivo di tutti gli oneri obbligatori all’attivazione della tariffa) non esistano comunque grosse differenze tra nuovi e vecchi clienti. Per la prima tipologia di clientela il costo medio mensile è di 13,84 euro, mentre per i già clienti la spesa è di 14,67 euro. Diversa la situazione sul costo di attivazione: i clienti che attivano una nuova offerta con lo stesso provider sosterranno un costo di attivazione medio di circa 12 euro, contro i quasi 3 euro di chi decide di cambiare operatore. Più alto per chi effettua la portabilità è, invece, il vincolo temporale che si è tenuti a rispettare per attivare l’offerta: 8 rinnovi per i già clienti contro i 19 previsti in media per i nuovi. Anche per quanto riguarda il costo per il recesso anticipato la situazione è migliore per gli utenti che rimangono con lo stesso operatore: in media per cambiare offerta prima della scadenza del vincolo temporale vengono chiesti 12 euro ai già clienti contro i 18 euro degli utenti in portabilità.

Pacchetti simili. Nello studio non si registrano particolari differenze riguardo al contenuto dei pacchetti sottoscritti: per quanto riguarda il traffico dati, sia vecchi che nuovi clienti possono ottenere in media poco più di 5 Giga per connettersi in mobilità. Anche il numero delle chiamate gratuite è il medesimo: circa 1200 minuti inclusi in media. Leggermente diverso è il numero di Sms gratuiti: 647 per i già clienti contro i 599 per chi effettua la portabilità. Più che sugli sconti, l’idea di fondo dello studio è che l’invito alla portabilità si sia concentrato su altre tipologie di tariffe, considerate “speciali”, ma attivabili solo su contatto diretto dei provider e dunque non più per scelta diretta dell’acquirente.

Numeri in crescita. Il fenomeno del cambio di operatore è comunque in crescita costante da anni. Stando all’ultimo osservatorio Agcom, riferito a dicembre 2016il numero di operazioni di portabilità nel segmento mobile ha superato i 101 milioni di unità. L’indice di portabilità – e quindi il rapporto dato dal complesso delle linee donate e acquisite da inizio anno e la corrispondente customer base media complessiva (al netto delle sim M2M) è pari al 29,3 per cento. Non è il 34,8% del 2013 (anno di massima tensione fra operatori nella guerra al ribasso dei prezzi), ma è in crescita costante da allora in poi. Con riferimento agli ultimi 12 mesi il saldo fra linee acquisite e cessate risulta positivo per 518mila unità per 3 Italia (confluita in Wind Tre da inizio anno, ma che continua a vivere come marchio). In positivo anche se con numeri ben inferiori (+42mila unità) Vodafone Italia. Negativo invece per Wind e Telecom Italia (-386 e -125mila).

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