Tutto esaurito per il Vinitaly e liste d’attesa per i ritardatari

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By Federdat Marzo 17, 2017 09:20 Updated

Tutto esaurito per il Vinitaly e liste d’attesa per i ritardatari

Tutto esaurito per la 51esima edizione di Vinitaly (a Verona dal 9 al 12 aprile): 4.120 espositori, a cui si sommano i 291 di Sol&Agrifood e i 200 di Enolitech, il salone dei macchinari del vitivinicolo. Vinitaly 2017 come l’eccezionale Salone del vino del 50° anniversario? «Non escludo che si possa fare anche meglio – assicura Gianni Bruno, brand manager di Vinitaly -. Al momento le tre manifestazioni sono sold out e c’è una lista di attesa di piccole imprese ritardatarie: cercheremo di sistemare tutte nel limite del possibile». L’anno scorso Vinitaly raggiunse i 100mila mq di superficie, con 130mila operatori dei quali 49mila esteri. Quest’anno sono già registrati 2mila nuovi buyer.

La 51esima edizione si presenta con tanti investimenti, maggiore internazionalità e un piano di digital transformation, una app dedicata a 3mila buyer selezionati che permette di capitalizzare al massimo i benefici dalla permanenza a Vinitaly. «Non è un’operazione di facciata – ha detto il dg di Veronafiere Giovanni Mantovani – ma il primo mattone virtuale per costruire la fiera 4.0».

«Vinitaly 2017 – ha sottolineato il presidente Maurizio Danese – si propone con una piattaforma B2b ancora più internazionale. A oggi, sono già 5mila gli incontri B2b fissati per gli operatori esteri». Mantovani si è soffermato anche sulla strada sopraelevata che collegherà direttamente la stazione Fs alla Fiera, in 5 minuti. «L’Alta velocità arriverà direttamente in fiera, anche grazie alle 3 corse in più delle Frecce da Roma e Milano» ha annunciato Mantovani.

Oltre al Vinitaly B2b (il biglietto giornaliero costa 80 euro) ci sarà anche Vinitaly and the City (7-11 aprile), il fuori salone dei winelover nel centro storico. Allargato da quest’anno, a Bardolino, sul lago di Garda.

IL VINO ITALIANO ALL’ESTERO
Principali Paesi clienti dell’Italia di vini e mosti. (Fonte: Elaborazioni Ismea su dati Istat)

Da febbraio Veronafiere è una spa, ha annunciato un maxi investimento di 94 milioni entro il 2020 oltre che un aumento di capitale (a cui potrebbe rinunciare il Comune di Verona con il suo 37% del polo fieristico mentre la Popolare di Vicenza ha ceduto la quota del 6,6% agli altri soci). Le risorse sono destinate a rafforzare le strutture del polo scaligero e a rilanciare a livello internazionale le principali manifestazione, con focus su Usa e Cina.

A proposito della manifestazione da inserire nella settimana del vino di New York (ma anche alcuni Stati e Canada), Mantovani la subordina a un’intesa tra i soggetti seduti al Tavolo del vino e a una divisione dei ruoli. In ogni caso rimane fermo il ruolo dell’International Academy, quale traino della formazione del consumatore americano.

Quanto al ruolo di aggregatore di Verona e alla multipiattaforma in Cina più volte evocata da Vinitaly, Mantovani ammette che il progetto è stato concordato con Ice, Mise e MIpaaf ed è piuttosto avanzato. «Solo che il ritardo nella disponibilità effettiva dei fondi, i 20 milioni pubblici stanziati per la Cina, hanno spostato in avanti la realizzazione. Probabile in aprile» conclude Mantovani.

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