Il terzo settore: la nuova disciplina introdotta dal decreto 117

By Aprile 3, 2018 12:28

L’ordinamento italiano ha disciplinato in maniera organica il terzo settore attraverso il decreto legislativo 117 del luglio scorso. La nuova normativa richiama i molti aspetti quella degli istituti societari e si pone come obiettivo quello di garantire pubblicità, trasparenza e far emergere quel vasto sottobosco di attività commerciali occultate nel terzo settore.

Uno degli aspetti più rilevanti è l’istituzione del nuovo registro unico nazionale del terzo settore, che sostituirà i vari registri regionali e probabilmente (in base al dettato dell’articolo 53) andrà in vigore nell’agosto 2019. L’iscrizione al registro è facoltativa, ma ad essa è subordinata la possibilità di fruire delle agevolazioni finanziarie, fiscali e di rapporto con gli enti pubblici previste dalla riforma del settore.

Il Registro è pubblico, è istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ed è operativamente gestito su base territoriale in collaborazione con le Regioni e le Province autonome.

Il Registro si suddivide in più sezioni:

  • Organizzazioni di volontariato
  • Associazioni di promozione sociale
  • Enti filantropici
  • Imprese sociali e cooperative sociali
  • Reti associative
  • Società di mutuo soccorso
  • Altri entri del Terzo settore.

Le reti associative possono iscriversi in più settori; le associazioni solo in una sezione secondo il criterio di prevalenza, gli enti che esercitano prevalentemente o esclusivamente attività commerciale devono essere iscritti anche al Registro Imprese. Le informazioni saranno accessibili telematicamente a tutti gli interessati.

Saranno indicati:

  • Denominazione
  • Codice fiscale
  • Partita Iva
  • Sede legale ed eventuali sedi secondarie
  • Data di costituzione
  • Forma giuridica
  • Oggetto dell’attività
  • Eventuale possesso della personalità giuridica e patrimonio minimo
  • Legale rappresentante
  • Soggetti che ricoprono le cariche sociali, compresi i poteri e le eventuali limitazioni.

Saranno comunicate: eventuali modifiche all’atto costitutivo, rendiconti (compresi quelli per le raccolte fondi) e bilanci. Ogni ente iscritto al Registro sarà sottoposto ad una revisione d’ufficio a cadenza triennale, con lo scopo di verificare la permanenza dei requisiti.

Leandro Longobardi

By Aprile 3, 2018 12:28
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