Tap, il Tar Lazio rimanda la decisione. E il gasdotto resta bloccato

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By Federdat Aprile 20, 2017 12:02 Updated

Tap, il Tar Lazio rimanda la decisione. E il gasdotto resta bloccato

Arriverà entro domani la decisione del Tar del Lazio sull’espianto degli ulivi nell’area del microtunnel del gasdotto Tap a Melendugno, nel Salento. Dopo l’udienza di ieri, i giudici della terza sezione hanno trattenuto il ricorso della Regione Puglia per la decisione di merito. Non ci saranno altre udienze e il Tar deciderà sulla base del ricorso avanzato, delle memorie difensive presentate e della discussione che si è svolta ieri. Anche se l’espianto è quasi tutto effettuato, lo scorso 6 aprile il Tar lo ha sospeso sino alla data di ieri accogliendo il ricorso della Regione Puglia.

Quest’ultima ha impugnato una nota del ministero dell’Ambiente del 27 marzo con la quale si dichiara che Tap è in regola con l’espianto sia perchè autorizzato, sia perchè ha rispettato le prescrizioni stabilite al riguardo e rientranti nella cosiddetta «Fase 0». Per la Regione, invece, siccome l’espianto è funzionale ai lavori del microtunnel e quest’opera è ancora soggetta a specifica valutazione ambientale, è necessario attendere.

IL GASDOTTO SOTTO ACCUSA
Il gasdotto Tap: gli approdi e il tracciato

Per la Regione, inoltre, le norme nazionali e regionali e le prescrizioni per l’opera non consentirebbero l’espianto.Nella memoria al Tar, l’Avvocatura dello Stato, che rappresenta il ministero dell’Ambiente, sostiene che «nel bilanciamento dei valori in gioco, l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera, che ha carattere strategico ed impegna più Stati, costituisce una priorità a carattere nazionale ed europeo prevalente rispetto agli interessi fatti valere dalla Regione ricorrente».

«La Regione, peraltro – evidenzia l’Avvocatura dello Stato -, se avesse ritenuto esistente un pericolo connesso all’espianto, ben avrebbe potuto, a tempo debito, rimuovere e revocare in sede di autotutela la propria autorizzazione».

L’espianto, sottolinea l’Avvocatura dello Stato, è «ormai avvenuto nel rispetto di tutte le prescrizioni ambientali», quindi «la conferma della misura cautelare», cioè la sospensione, «non produrrebbe alcun effetto auspicato ed anzi condurrebbe ad un serio nocumento alle piante che, allo stato, giacciono nell’area di cantiere». Infatti su 221 ulivi interessati, 157 piante «sono già state correttamente reimpiantate nell’area di stoccaggio», 11 sono «provvisoriamente alloggiate e già messe in sicurezza in un’area diversa», 31 «sono già state espiantate e risultano posate a terra», 12, infine, «sono state “zollate” e potrebbero essere ribaltate a terra dall’azione del vento dato che il loro apparato radicale è stato ormai disconnesso dal terreno».

Tap, invece, nella sua memoria al Tar dice che il ricorso della Regione Puglia «è inammissibile» perchè finalizzato ad ottenere «l’annullamento di due note del Mattm che recano un contenuto meramente confermativo di alcune precedenti note del Mattm, tutte conosciute dalla Regione Puglia e non impugnate» se non adesso al Tar «ma tardivamente». Tap ricorda che il ministero dell’Ambiente già lo scorso 25 ottobre ha dichiarato il rispetto da parte della società del gasdotto della prescrizione A44 sull’espianto. E la Regione, evidenzia infine Tap, ha anche riconosciuto la competenza del ministero a pronunciarsi sulla prescrizione e, «con propri atti, smentito ogni dubbio di possibile contrasto fra le attività di gestione degli ulivi sull’area del cantiere Tap e la normativa in materia di Xylella», tant’è che ha autorizzato lo spostamento degli ulivi.

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