Taglio cuneo fiscale. Il presidente di Federdat Luigi d’Oriano: “Manovra giusta in un momento difficile per il lavoro. Ci aspettiamo novità anche per la parte datoriale”

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By Federdat Febbraio 3, 2023 11:48

Il Parlamento, nella legge di Bilancio, ha deciso di aumentare ulteriormente il taglio del cuneo fiscale già previsto per gli ultimi mesi dell’anno appena trascorso. Dal primo gennaio 2023 per i lavoratori dipendenti è previsto uno sgravio del 3% per redditi sotto i 20.000€ e uno sgravio del 2% per i lavoratori con reddito sotto i 35.000€. L’obiettivo del governo è quello di portare il taglio al 5% nel prossimo triennio. In Italia il cuneo fiscale è tra i più alti tra i paesi industrializzati e, secondo i dati OCSE, si attesterebbe al 46,5%. In realtà, considerando il cuneo contributivo (33%) e quello fiscale (26%) il totale sfiora il 60%. A fronte di 300 miliardi di salari lordi corrisposti in media ogni anno nel settore privato, lo Stato incassa circa 100 miliardi di contributi previdenziali e 80 miliardi di Irpef, per un totale di 180 miliardi di euro a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori: un tema, dunque, sul quale le parti sociali pressavano già da tempo chiedendo al Governo di mettere in cima all’agenda di lavoro misure che consentissero di ridurre le tasse sul lavoro in modo da ridurre la differenza tra salario lordo e salario netto aumentando, di fatto, il potere d’acquisto dei lavoratori e sostenendo l’economia. Tutti i dettagli per l’applicazione del taglio del cuneo fiscale sono disponibili nella circolare INPS N.7 del 24 gennaio 2023.

Il presidente di Federdat Luigi d’Oriano si è detto soddisfatto della manovra  auspicando interventi anche sulla parte datoriale. “Accogliamo positivamente quanto messo in campo dal Governo per il taglio del cuneo fiscale: gli oneri cui sono sottoposti lavoratori e datori di lavoro sulle retribuzioni lorde, ogni anno, è davvero insostenibile. In Europa, l’Italia, è tra i Paesi peggiori, in tal senso, e bisogna continuare a lavorare in questa direzione. Tuttavia – sottolinea d’Oriano – analizzando i dati dell’OCSE è evidente che in altri paesi c’è più equilibrio tra contributi a carico dei lavoratori e datori di lavoro. Bisogna tutelare anche la parte datoriale per consentire alle imprese italiane di crescere economicamente e poter assumere”.

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By Federdat Febbraio 3, 2023 11:48