Sugli scaffali il primo vino fatto dagli studenti nella cantina di scuola

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By Federdat Aprile 3, 2017 08:28 Updated

Sugli scaffali  il primo vino fatto dagli studenti nella cantina di scuola

Si presenterà al grande pubblico il prossimo 10 aprile, in occasione di Vinitaly 2017, il nuovo marchio di vini “Villa Scarabelli”, un unicum sugli scaffali perché frutto di una inedita alleanza tra pubblico e privato, un progetto di alternanza scuola-lavoro anzi tempo tra il gruppo Cevico di Lugo (Ravenna) e l’Istituto agrario Scarabelli di Imola. Una dimostrazione al mercato che si può fare un grande vino con le uve romagnole – longanesi e pignoletto – e con i giovani talenti sui banchi della scuola pubblica, valorizzando contemporaneamente territorio, formazione e redditività.

«Il nostro non è un progetto sperimentale da laboratorio, è un business vero e proprio, sostenibile anche dal punto di vista economico, non solo sociale e ambientale: puntiamo a produrre 24mila bottiglie nella fascia alta del mercato, sopra i 6 euro al litro a listino, e alla scuola andrà una percentuale di royalties», sottolinea Marco Nannetti del gruppo Cevico, 5mila produttori di uva su 7mila ettari in Romagna e un fatturato consolidato di 150 milioni di euro.

Cevico, invece di cementare le colline di Castelbolognese per costruire la nuova cantina dove vinificare le uve top di gamma della tenuta Masselina, ha preso in uso la cantina didattica dell’Istituto Scarabelli e ha coinvolto gli studenti del IV e V anno del corso di viticoltura ed enologia per costruire assieme un vino locale che fosse innovativo sia al palato sia alla vista.«Gli studenti hanno sviluppato con noi, ma anche stravolto completamente, contenuto ed etichette. E senza rendersene conto hanno interiorizzato i valori del vino e quindi le logiche di un consumo consapevole», aggiunge Nannetti.

«È un progetto triennale che contiamo di rendere permanente – precisa Gian Maria Ghetti, dirigente dello storico Istituto tecnico-agrario Scarabelli, fondato a Imola nel 1883 – con cui siamo riusciti a trasformare un contratto con Cevico nato per l’utilizzo della nostra cantina in una grande chance formativa e professionale per i ragazzi, una sessantina in tutto tra il quarto e il quinto anno. Le royalties con cui la scuola pubblica si potrà in parte autofinanziare non valgono però quanto l’esperienza multiforme sui banchi e l’entusiasmo trasmesso agli studenti». Tecnici in erba di enologia e viticoltura che non conosceranno la parola disoccupazione.

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