Smart working e imprese: il lavoro agile funziona anche dopo l’emergenza

redazione
By redazione Marzo 4, 2022 10:27

Lo smart working ha funzionato durante la pandemia, ma risulta pienamente funzionante anche in questa attuale fase di superamento dell’emergenza. A dirlo sono gli stessi datori di lavoro, che nei recenti sondaggi hanno confermato il ricorso a questa metodologia di lavoro anche adesso che l’emergenza si è ridotta. Per necessità, durante la pandemia almeno un’azienda su 4 ha dovuto modificare la sua organizzazione lavorativa.

Il 52,9% dei datori di lavoro interpellato dai sondaggi ha parlato di un miglioramento della produttività a seguito di questi accorgimenti organizzativi, esprimendo l’intenzione di mantenere il ricorso allo smart working anche in futuro. MeglioQuesto e Tecnè a febbraio scorso hanno analizzato 2.000 lavoratori e 500 imprese, svelando nella loro ricerca la valutazione estremamente positiva riservata allo smart working, grazie al quale le aziende sono riuscite ad innovare prodotti e servizi.

Il 56% delle imprese analizzate, nel 2020 ha sfruttato il “lavoro agile”, il 15,6% ha invece fatto uso della cassa integrazione, il 12,2% ha operato una riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti e il 4% ha operato dei tagli del numero di addetti. Una volta trascorsa la fase emergenziale della pandemia, nel 2021 il 39,2% delle imprese, sempre secondo lo studio citato, ha continuato ad utilizzare lo smart working. Di questi, il 4,4% dei lavoratori da remoto non si è recato mai in azienda mentre il 74,4% va almeno una volta al mese. Lo smart working risulta molto apprezzato per il risparmio dei costi di spostamento, perché vengono evitati i pasti fuori casa e meglio si conciliano gli impegni con la vita familiare. Il dato che colpisce di più, citato precedentemente, è che per il 52,9% questa modalità lavorativa migliora la produttività. Come spesso accade, dalla soluzione di un problema è nata un’opportunità.

redazione
By redazione Marzo 4, 2022 10:27