Simest: oltre 6 miliardi di euro per spingere le imprese all’estero

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By Federdat Marzo 4, 2017 10:33 Updated

Simest: oltre 6 miliardi di euro per spingere le imprese all’estero

La spinta è arrivata da entrambi i binari (supporto all’internazionalizzazione e sostegno all’export) che ne declinano la mission e nuova linfa, guardando al futuro, sarà garantita dall’integrazione con Sace e con le attività di export finance di Cassa depositi e prestiti, messa in pista nei mesi scorsi per dare vita al polo dell’export e dell’internazionalizzazione. Così Simest, che ha appena festeggiato il suo venticinquesimo anno di operatività, manda in archivio il bilancio 2016 con 6,1 miliardi di euro di risorse mobilitate a sostegno della crescita all’estero delle imprese italiane – di cui 5,8 miliardi solo come sostegno alle esportazioni, con 64 operazioni di export finance approvate lo scorso anno – e, soprattutto, punta a raddoppiare, da qui al 2020, i quasi 1200 clienti attualmente serviti in circa 100 paesi diversi.

IL SOSTEGNO DI SIMEST
Dati in milioni di euro e variazione % sull’anno precedente

«È un anno record con un aumento a doppia cifra rispetto al 2015 – spiega al Sole 24 Ore, l’ad della società, Andrea Novelli, al timone dall’agosto 2015 -. I numeri sono tutti positivi, incluso l’utile più che raddoppiato, da 4 a 11 milioni. È un dato meno importante per noi non perché Simest non debba essere profittevole e sostenibile, ma perché noi misuriamo il nostro mestiere da altri indicatori. E registriamo che il progresso dell’utile è avvenuto riducendo il costo a carico dello Stato per la gestione dei fondi pubblici che noi abbiamo, quindi siamo riusciti a diventare più efficienti».

Sul fronte dell’internazionalizzazione, Simest ha concorso ad attivare nel 2016 oltre un miliardo di euro di nuovi investimenti da parte delle aziende italiane, grazie a finanziamenti, partecipazioni al capitale e contributi per 326 milioni di euro (+21% sul 2015). Considerando solo i finanziamenti agevolati, sono state approvate 188 operazioni per 93 milioni di euro (+7% sul 2015) – a fronte dei quali le beneficiarie hanno attivato investimenti per oltre 130 milioni – e l’85% di queste risorse sono andate a sostegno piccole e medie aziende che si sono affacciate su 40 diversi paesi di destinazione (in primis, Usa, Cina, Emirati Arabi e Turchia). «Quando siamo arrivati – prosegue Novelli – questa parte di attività era rimasta un po’ indietro. La procedura era molto complicata, servivano nove mesi di tempo per recuperare le risorse e dunque l’operatività era rimasta al palo. Così abbiamo proposto una riforma ai ministeri competenti, divenuta operativa a ottobre, che ha semplificato l’iter consentendo di compiere tutte le attività attraverso un portale web e di ridurre la tempistica a qualche settimana e così in un solo mese abbiamo concluso 50 operazioni».

Anche le partecipazioni al capitale hanno segnato un forte incremento, registrando il massimo storico: 103 milioni di euro (+4% rispetto al 2015), con oltre 950 milioni di euro di investimenti abilitati e una maggiore concentrazione su Stati Uniti, Brasile e Cina. «I risultati su questo versante – chiarisce il ceo – beneficiano della sinergia di Simest con Sace che ha consentito alla società di poter sfruttare la rete distributiva di Sace e dunque di amplificare la nostra capacità di andare incontro alle imprese». Che, ora a valle della nascita dell’export, disporranno di una “porta unica d’accesso” su una gamma di prodotti molto diversificati e in grado di sostenere l’impresa per tutto il ciclo di espansione all’estero.

«Non esiste nel mondo – precisa ancora Novelli – un sistema di questo tipo che mette insieme equity, finanziamenti, garanzie e altri strumenti, in un’unica governance all’interno del polo, dove Simest, essendo socio delle aziende, ha saputo trasferire un approccio proattivo. Ora quello che vogliamo fare nelle principali geografie d’investimento è mettere a disposizione la nostra expertise, spiegando il “da farsi” alle imprese italiane che portiamo all’estero e mettendole in contatto con chi già c’è, in modo da far nascere, dove possibile, sinergie e nuove occasioni di business». 

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