Sicim «investe» 400mila ore di formazione l'anno sulla sicurezza dei dipendenti

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By Federdat Giugno 13, 2017 07:56 Updated

Sicim «investe» 400mila ore di formazione l'anno sulla sicurezza dei dipendenti

Quattrocentomila ore di formazione in sicurezza l’anno con un obiettivo: azzerare gli incidenti sul lavoro. Un progetto ambizioso, se consideriamo che al mondo in 365 giorni si registrano 1,3 milioni di morti bianche e circa 300 milioni di incidenti non mortali ma comunque pericolosi, per un dispendio economico da qualcosa come 3mila miliardi, ossia il 4% del Pil mondiale.

Una «sfida indifferibile» secondo il management di Sicim, gruppo emiliano leader nelle attività di progettazione e costruzione di grandi impianti per trattamento, trasporto e distribuzione di idrocarburi che conta 500 milioni di fatturato. L’impresa con quartier generale a Busseto, in provincia di Parma, ha inteso richiamare al massimo l’attenzione dei suoi 7.500 dipendenti sparsi per il mondo, attraverso il progetto «Sicim Future Inside» che ha rivoluzionato la filosofia stessa dell’anti-infortunistica all’interno dell’azienda.

Tanto per cominciare, ogni mese vengono redatti dei bollettini, i cosiddetti «Safety Alert» condivisi con tutti i progetti in corso, nei quali vengono analizzati incidenti realmente accaduti o potenziali, descrivendone modalità, cause, conseguenze reali o che avrebbero potuto comportare e come si sarebbe potuto agire per evitarli. Il cuore dell’iniziativa è stata poi la realizzazione di un filmato formativo, presentato in anteprima ai dipendenti della sede di Busseto, agli area manager di tutto il mondo e alle loro famiglie, in cui i proprietari e alcuni dirigenti dell’azienda hanno partecipato in prima persona per condividere aspetti fondamentali di sicurezza e salute sul luogo di lavoro.

Anche la leva dell’arte è stata utilizzata per sensibilizzare al tema della sicurezza: Sicim ha infatti ospitato la compagnia teatrale sarda Rosso Levante alle prese con la piece «Giorni rubati» che vedeva nelle vesti di protagonista Gianmarco Mereu, un operaio rimasto vittima di un grave incidente sul lavoro e successivamente divenuto attore. L’investimento sul tema è importante perché, come dice l’ad dell’azienda Attilio Cagnani, «non esiste idea, progetto o fatturato che possa realizzarsi senza tener conto dell’importanza della responsabilità individuale, affinché il lavoro non crei situazioni tragiche per se stessi e per le proprie famiglie, stravolgendo la sfera della vita quotidiana».

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