Si allarga il caso coop nel distretto delle carni di Modena

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By Federdat Novembre 7, 2017 10:45 Updated

Si allarga il caso coop nel distretto delle carni di Modena

Si infiamma la protesta nel distretto delle carni di Modena per il licenziamento collettivo da parte di Work Service e Ilia D.A., le due imprese cooperative che gestiscono in appalto la logistica dell’azienda Castelfrigo di Castelnuovo Rangone. Gli addetti per i quali sono state aperte le procedure non sono più 75, come annunciato inizialmente, ma 127, vale a dire tutti i soci lavoratori delle due imprese che, già sanzionate dall’Ispettorato del lavoro per irregolarità nelle buste paga, hanno annunciato la cessazione dell’attività.

Una delegazione accompagnata dai sindacati ha incontrato il prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, che si è detta pronta a non lasciare nulla di intentato per coinvolgere tutte le parti in un confronto istituzionale. Dopo due settimane di sciopero a oltranza, i soci lavoratori sono in attesa ora del tavolo provinciale sul distretto che il 13 novembre, alla presenza delle associazioni di categoria, dovrà esaminare anche le ripetute denunce delle organizzazioni sindacali sulle false coop che ruotano intorno alla logistica di un cluster che, compreso tra i comuni di Castelvetro, Vignola, Formigine, Spilamberto e Castelnuovo Rangone, fattura tre miliardi all’anno e conta circa cinquemila addetti. «La vicenda della Castelfrigo – dice Marco Bottura, segretario della Flai-Cgil di Modena – è emblematica di un problema che riguarda tutto il distretto, dove assistiamo a un rapido turn over di cooperative della logistica che nascono e muoiono velocemente e sono gestite sempre dallo stesso ristretto gruppo di persone».

Coop che non rispetterebbero i principi societari della cooperazione, a partire dalla mutualità, e che non avrebbero mai coinvolto i soci nella vita assembleare per la nomina dei presidenti o l’approvazione del bilanci. Un fenomeno nato verso la metà degli anni Novanta e ormai radicato, secondo i sindacati, che hanno trovato una forte sponda istituzionale nella Regione Emilia Romagna. L’ente ha chiesto l’intervento del ministero del Lavoro e del Mise – quest’ultimo chiamato a svolgere il ruolo di vigilanza che gli è assegnato in materia di cooperazione –, e ha annunciato la convocazione di un tavolo regionale per la salvaguardia dell’occupazione.

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