Serravalle, bloccato l’accesso all’Outlet, protesta dei sindacati per l’apertura a Pasqua

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By Federdat Aprile 15, 2017 17:14 Updated

Serravalle, bloccato l’accesso all’Outlet, protesta dei sindacati per l’apertura a Pasqua

Appuntamento alle 9, lungo la provinciale 35 bis dei Giovi, per il corteo e la manifestazione di protesta. A scendere in strada sono i lavoratori dell’outlet di Serravalle Scrivia, provincia di Alessandria, il più grande d’Europa, uno dei 5 outlet in Italia del Gruppo McArthur Glen. Le sigle sindacali del commercio – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – hanno indetto due giornate di sciopero nel polo alessandrino, oggi 15 aprile e domani 16 aprile, giorno di Pasqua, per protestare contro la decisione dei vertici del Gruppo di tenere aperto durante la festività.

Traffico fermo dunque durante la mattinata, i manifestanti – circa trecento riferiscono gli organizzatori – si sono riuniti lungo la strada di accesso e la polizia stradale di Alessandria ha deciso di bloccare la provinciale che porta al centro commerciale per non creare ulteriori problema. Il centralino dell’Outlet poi informa che fino alle 13 sarà problematico l’accesso nell’area commerciale.

«Abbiamo deciso di ampliare le nostre aperture quest’anno con una scelta di logica puramente commerciale, l’Outlet di Serravalle ha sostanzialmente completato i lavori di ampliamento, con investimenti per 115 milioni e 400 nuovi addetti, e dunque ci sembrava consono allungare i periodo di apertura» spiega Daniela Bricola, center manager.

Al centro del dibattito, sottolinea Fabio Favola, segretario generale Filcams Cgil Alessandria, c’è «l’assetto legislativo relativo alle aperture durante le festività e la flessibilità selvaggia che caratterizza la normativa italiana, su orari e giorbi, un unicum in tutta Europa». La protesta è nata dalla decisione dei vertici del Gruppo di aggiungere ai 361 giorni di apertura all’anno anche le giornate di Pasqua e di Santo Stefano.

Dalla direzione dell’Outlet fanno comunque sapere che i negozi sono regolarmente aperti e che nella seconda metà della giornata, a conclusione della manifestazione, l’operatività dell’area commerciale e dei servizi sarà regolare.

Una vicenda emblematica quella di Serravalle, sottolinea Favola, «che riapre il dibattito sulle condizioni di lavoro difficili del settore, con orari di lavoro massacranti, contratti modesti, rapporti di lavoro precari, festivi non sempre pagati adeguatamente, part-time». Dal punto di vista della direzione dell’Outlet, si ribadisce che «il 70% degli addetti commerciali impiegati nei negozi ha un contratto a tempo indeterminato – spiega Bricola – sicuramente non ci aspettavamo una reazione tale alla nostra decisione. Crediamo che il contratto del commercio sia un buono strumento e che l’Italia comunque, per la sua specificità legata ai settori del turismo e del fashion, debba valorizzare il suo tessuto commerciale».

I sindacati, in generale, chiedono un intervento proprio sul contratto di settore. Nel comunicato che accompagna l’annuncio dei due giorni di sciopero e della manifestazione, la Filcams, insieme alle altre sigle, «ritiene ormai indispensabile intervenire sulla normativa nazionale per far sì che possa essere definita una programmazione annuale delle aperture, per tener conto della conciliazione dei temi di vita e lavoro dei dipendenti del commercio e per rispettare le festività civili e religiose del nostro paese».

Ma quello in Piemonte non è un caso isolato. Ad incrociare le braccia il 16 e 17 aprile ci saranno ad esempio anche i lavoratori del commercio e della Gdo in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Lazio.

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