Scontri sulla Tap, raggiunta una mediazione: i camion tornano indietro

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By Federdat Aprile 1, 2017 16:05 Updated

Scontri sulla Tap, raggiunta una mediazione: i camion tornano indietro

Sospesi i lavori al cantiere Tap. Poche ore fa è stata raggiunta una mediazione tra i No Tap e il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, col sindaco di Melendugno, Marco Potì. La società ha annunciato la sospensione dei lavori per oggi e i tre camion che erano bloccati a 30 metri dal sito di stoccaggio degli ulivi di Masseria del Capitano, stanno tornando indietro come chiesto dai manifestanti. I mezzi, con il loro carico di ulivi espiantati, stanno ritornando verso il sito di San Basilio dove è avvenuta l’eradicazione, scortati dai cittadini.

A Melendugno, nel Salento, oggi era ripreso l’espianto degli ulivi nella zona del microtunnel del gasdotto Tap, con conseguente ripresa anche della protesta. Massiccia, con quasi duecento persone, tra cui molte donne e bambini, ma diversa nella modalità. Se all’inizio di questa settimana il fronte No Tap aveva tentato di bloccare l’espianto, impedendo ai camion che trasportavano gli ulivi di uscire dall’area di cantiere – tentativo non riuscito perchè il dispiegamento di forze di polizia, non senza fatica, ha comunque aperto un varco -, oggi, invece, i manifestanti avevano cambiato obiettivo.

All’inizio della mattina avevano lasciato il cantiere e bloccato la strada di accesso a masseria del Capitano, vicina sempre a Melendugno, che è il sito dove gli alberi verranno reimpiantati. In pratica, arrivati sul posto, gli autisti dei camion, con gli alberi nei cassoni, si sono dovuti fermare perchè non c’era possibilità di proseguire. Anzi, i manifestanti avevano invitato i conducenti dei mezzi a scendere e ad unirsi alla loro protesta.

Questo nuovo blocco ha colpito solo in parte l’espianto riavviato (e poi di nuovo fermato). Secondo Tap, oggi altri 30 alberi sono stati espiantati, di cui 19 portati a masseria del Capitano e 11 in in deposito come soluzione provvisoria. Nel cantiere, invece, altri 10 ulivi sono stati caricati sui camion in attesa di essere trasferiti e ulteriori 7-8 espiantati e da mettere adesso sui mezzi per il trasporto.

I camion sono stati fermati all’ingresso, mentre nel cantiere del microtunnel si stanno espiantando altri ulivi che dovranno anch’essi essere caricati e trasportati. Il cambio di obiettivo dei manifestanti era probabilmente dipeso da quanto avvenuto questa mattina. Inizialmente era previsto che l’espianto degli alberi riprendesse lunedì. Questo dopo la sospensione del fine settimana, dovuta alla difficoltà di assicurare un’adeguata copertura di forze di polizia a quanti sono impegnati nelle operazioni. Invece a Tap ieri sera è arrivato il via libera per oggi. Si voleva un po’ sfruttare l’effetto sorpresa. E così dalle 5 è ripreso l’espianto.

Un’altra trentina di alberi è stata portata via dall’area del microtunnel e primi camion sono giunti a masseria del Capitano intorno alle 7.30. L’ostacolo è sorto in seguito, quando il fronte della protesta si è di nuovo mobilitato e i camion successivi con gli ulivi arrivati a masseria del Capitano hanno trovato la strada sbarrata. Sebbene ci sia molta gente all’esterno della masseria, la protesta è comunque pacifica. Non ci sono disordini, nè scontri con le forze di polizia. Decisamente teso, invece, era stato il clima registratosi martedì e mercoledì scorsi. Adesso Tap e forze di polizia valuteranno che fare, considerato che l’espianto volge ormai alla fine. Su un totale di poco superiore ai 200 ulivi nell’area del microtunnel, 33 sono stati portati via nei giorni scorsi, 28 martedì, altri 77 mercoledì, a cui si aggiungono quelli espiantati oggi.

Pochi minuti fa l’annuncio della tregua, in vista di nuovi accordi. Ma se portare a conclusione l’espianto non dovrebbe essere complicato, viene da chiedersi come potrà proseguire il lavoro del gasdotto. Dopo aver ricevuto il definitivo via libera sul microtunnel, soggetto ad una valutazione specifica, Tap, dovrà costruire in quell’area il pozzo nel quale calare la «talpa», il mezzo meccanico che, scavando, costruirà lo stesso microtunnel.

Cresce intanto l’opposizione al gasdotto e alla localizzazione dell’approdo a Melendugno, dove l’opera, destinata a portare dal 2020 il gas dall’Azerbajian, arriverà via Mar Adriatico, Albania e Grecia. Una quantina di sindaci del Salento ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sollecitando la valutazione di un’alternativa per non compromettere ambientalmente, dicono i sindaci, questo tratto di costa pugliese.

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