Robot e sostenibilità ambientale spingono Eurosuole e Goldenplast

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By Federdat Giugno 15, 2017 08:09 Updated

Robot e sostenibilità ambientale spingono Eurosuole e Goldenplast

«Siamo di fronte a una rivoluzione epocale: negli ultimi tre anni abbiamo investito circa 4 milioni e ne abbiamo messi a budget almeno altri 5 per proseguire nel rifacimento dei capannoni industriali e per rinnovare i macchinari». Germano Ercoli, patron di Eurosuole e GoldenPlast, ha le idee chiare: «Con Eurosuole vogliamo diventare la prima fabbrica in Europa». Una crescita che passa attraverso stabilimenti più grandi, impianti robotizzati e un’attenzione sempre maggiore sulle emissioni in atmosfera.

«Non siamo alieni – aggiunge -: siamo pronti anche a valutare la quotazione in borsa, ma solo se dovesse servire realmente». Nel 2016, le due aziende insieme hanno sfiorato i 90 milioni di fatturato, occupando complessivamente 295 adetti. Eurosuole, che ha appena superato i 40 anni di attività, produce suole in gomma e in poliuretano, che finiscono per l’80% sul mercato interno; l’azienda ha una grande versatilità che le consente di seguire mercati che vanno dall’economico al lusso. Molto più spinta verso l’export (oltre il 60% del fatturato) è GoldenPlast, azienda specializzata nei compounds termoplastici, principalmente per il settore calzaturiero e per i riempitivi dei campi da calcio in erba sintetica, che finiscono in tutta Europa e in Russia.

«Al contrario di quasi tutto il settore della calzatura – fa notare Ercoli – non abbiamo avuto i problemi legati alle sanzioni tra Bruxelles e Mosca e alla svalutazione del rublo, che oggi fanno traballare chi è posizionato esclusivamente sul mercato russo». Piuttosto, nella prima parte dell’anno, le difficoltà maggiori sono legate all’aumento del costo delle materie prime: «Lavoriamo gomma sintetica e gomma termoplastica e nei primi mesi dell’anno i rincari ci hanno costretto a rivedere i nostri listini”, operazione che “non piace mai ai clienti», ma che «non dovrebbe avere influenze sul fatturato del 2017, previsto ancora in crescita».

E poi, a pesare sulla quotidiano, ci sono gli effetti pesantissimi della burocrazia: per settimane, una delle aziende interessate alla costruzione del nuovo stabilimento ha cercato di ottenere un permesso per percorrere due chilometri sulla Ss 485, «con Anas, Regione Marche e Provincia di Macerata che, in tre e dopo tanti rimpalli, hanno siglato lo stesso documento».

Lungaggini che non fermano la volontà dell’imprenditore maceratese di continuare a investire sul territorio e di mantenere con i suoi dipendenti un rapporto speciale. L’anno scorso, in occasione dei 40 anni di vita di Eurosuole, donò a ognuno di loro 700 euro una tantum; quest’anno, ha stretto un accordo con la clinica Villa dei Pini, «perché possano godere di prezzi convenzionati e, soprattutto, esami e terapie in tempi più rapidi rispetto a quelli garantiti dalla sanità pubblica». Un esempio di welfare aziendale, anche se l’imprenditore è convinto che una svolta ai consumi in Italia la si potrà ottenere «solo attraverso un drastico taglio del cuneo fiscale: dovrà però essere sostanziale, nell’ordine delle 400-500 euro mensili. Solo così – conclude -, il lavoratore potrà tornare ad avere una sufficiente capacità di spesa e un minimo di fiducia sul futuro».

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