Rivoluzione digitale sulla via Emilia: 255 milioni per il web ultraveloce

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By Federdat Luglio 24, 2017 07:05 Updated

Rivoluzione digitale sulla via Emilia: 255 milioni per il web ultraveloce

I primi dieci cantieri partiranno in questi giorni, daranno lavoro a 500 persone l’anno con l’obiettivo di portare entro il 2020 la banda ultralarga (connettività a minimo 30 Mbps-megabites per secondo, in molti comuni a 100 Mbps) in tutte le case, imprese e scuole dell’Emilia-Romagna. Un investimento da 255 milioni di euro, di cui 180 milioni sono fondi statali per lo sviluppo e la coesione (Fsc) e 75 milioni risorse regionali derivate da fondi Ue, annunciato dalla Giunta Bonaccini per coprire le cosiddette “aree bianche”. Ossia le zone in digital divide che diversamente non avrebbero beneficiato dell’attenzione degli operatori di mercato.

Non solo saranno eliminate le differenze territoriali tra montagna e pianura, centro e periferia, nuove urbanizzazioni e vecchi quartieri, ma si aprirà in regione un mercato neutrale e paritario tra fornitori di servizi di connettività. «Questo implica che nel giro di tre-quattro anni l’Emilia-Romagna avrà un potenziale vantaggio competitivo rappresentato dall’infrastruttura pubblica di rete a banda ultra larga, qualcosa che oggi non c’è in Italia e non c’èin buona parte d’Europa. Un’opportunità che il sistema produttivo, sociale ed educativo deve cogliere, con cui mettiamo in campo un altro tassello fondamentale per attrarre sul territorio investimenti e talenti», sottolinea il governatore Stefano Bonaccini.

Una vera e propria «rivoluzione digitale», aggiunge l’assessore regionale a Infrastrutture e trasporti, Raffaele Donini, che interesserà praticamente tutti i comuni della via Emilia – il grosso dei lavori partirà in autunno – e avrà un fortissimo impatto anche occupazionale: si stimano almeno 500 nuovi posti di lavoro l’anno . Il mega-intervento pubblico da 255 milioni si affianca agli investimenti dei privati e di Lepida Spa, lo strumento operativo della Regione per la gestione delle infrastrutture e dei servizi di telecomunicazione che dal 2000 lavora per portare la banda ultralarga a tutta l’amministrazione . «Lepida realizza le dorsali dove mancano, poi arriva Open Fiber, selezionato da Infratel, per fare l’accesso, cioè l’ultimo tratto verso cittadini e aziende. Ad oggi abbiamo già terminato 38 tratte e ne stiamo realizzando altre 87, sono immediatamente disponibili agli operatori di telecomunicazioni», precisa il direttore di Lepida, Gianluca Mazzini. Rimini e Piacenza saranno dunque connesse entro il 2020 da una rete ultraveloce ad almeno 30 Mbps e nella maggior parte dei casi ad oltre 100 Mbps, superando così gli obiettivi dell’Agenda digitale europea.

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