Ricostruzione post-sisma: dalla Regione Marche via libera al Piano da 128 milioni

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By Federdat Agosto 8, 2017 11:35 Updated

Ricostruzione post-sisma: dalla Regione Marche via libera al Piano da 128 milioni

Diventa operativo il primo stralcio del Piano delle opere pubbliche, approvato dalla cabina di regia nazionale: sono previsti 100 interventi tra le quattro province marchigiane interessate dal sisma 2016, con un investimento complessivo di 127 milioni e 942 mila euro. In particolare, sono 80 gli interventi nell’area del cratere, per 110 milioni, e 20 all’esterno, per circa 17 milioni.
Nelle Marche, secondo un dato diffuso dalla Regione, sono oltre duemila le opere pubbliche danneggiate e per la cui ricostruzione è necessario un importo di 1,7 miliardi.

Rientrano nell’elenco strutture sanitarie, municipi, impianti sportivi, edifici pubblici, beni culturali (come i teatri storici), sedi e strutture universitarie, chiese, cimiteri e solo alcune infrastrutture stradali; non ci sono le scuole, per le quali la Regione ha redatto due piani ad hoc, che richiederanno risorse per circa 187 milioni. Fino a oggi, Palazzo Raffaello ha dato il via libera a quattro piani delle opere pubbliche per un totale di 332 milioni di euro: «Investimenti senza precedenti nella storia dei terremoti – nota il presidente Luca Ceriscioli -, soprattutto a dieci mesi dal sisma».

SUL TERRITORIO
Il Piano delle opere pubbliche della Regione Marche suddiviso per province

La provincia maggiormente interessata dal primo stralcio del Piano di opere pubbliche è Macerata: 45 interventi nei comuni del cratere (tra i quali l’ufficio per la ricostruzione a Caccamo, ndr.) e 8 esterni, per i quali sono disponibili 70 milioni; nel Piceno sono previsti 19 interventi (17 dei quali nel cratere) per oltre 15,5 milioni, nel fermano 25 totali per circa 31 milioni e 3, tutti nell’area del cratere, in provincia di Ancona, per 11,2 milioni. Il piano comprende le opere, tra le quali 8 sanitarie, segnalate come prioritarie dai sindaci: una concertazione e condivisione delle priorità con i territori, che trova conferma anche nella scelta della giunta regionale di considerare anche i comuni che stanno fuori dal cratere, «in modo da allargare il più possibile le aree – spiega il governatore regionale – e dare la possibilità alle amministrazioni locali di ricostruire l’opera che ritengono prioritaria».

La ricostruzione passa anche attraverso una semplificazione degli adempimenti urbanistici, che in poche settimane è diventata legge regionale. «Le modifiche apportate hanno l’obiettivo di snellire le procedure, evitando incongruenze con le norme statali, che già facilitano il percorso, riducendo la necessità delle varianti urbanistiche ai Prg – fa notare Andrea Biancani, presidente della commissione Ambiente e territorio -, senza però rinunciare alla qualità, alla regolarità e alla trasparenza degli interventi proposti».

Tra le novità, anche la possibilità di presentare un unico progetto di ristrutturazione dell’immobile «anche in presenza di parziali difformità dal titolo abilitativo».

Il provvedimento valorizzerà il ruolo dei comuni nell’adozione degli strumenti di pianificazione urbanistica e delle loro varianti, che potranno essere assunti con procedure più snelle e veloci, attraverso l’indizione di una conferenza di servizi in sede decisoria; la norma detta anche specifiche disposizioni per la ricostruzione in territorio agricolo e rende più agevole il ritorno alla normalità delle comunità interessate dal sisma attraverso particolari misure, come, ad esempio, la realizzazione per via semplificata delle aree di sosta per alloggiare temporaneamente proprietari di abitazioni danneggiate e residenti fuori dai comuni del sisma.

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