Rebus rilanci nel verdetto finale sull’Ilva

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By Federdat Aprile 6, 2017 08:30 Updated

Rebus rilanci nel verdetto finale sull’Ilva

Si avvicina il momento del verdetto finale sulla cessione degli asset dell’Ilva in amministrazione straordinaria. Oggi termina il periodo di 30 giorni concesso a Leonardo&Co per l’analisi dei contenuti del piano industriale. Il lavoro della banca è servito, in particolare, a redigere la perizia sul valore degli asset, confermando la congruità di mercato delle offerte definitive ricevute dalle due cordate in gara, AcciaItalia e Am Investco Italy.

Terminato il lavoro degli advisor, spetta ora ai tre commissari (Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi) compiere la ricognizione definitiva, individuando, sentiti Comitato di sorveglianza e Mise, la migliore offerta vincolante. Difficile fare previsioni sulla tempistica del verdetto: secondo gli addetti ai lavori è lecito aspettarsi una decisione dalle festività di Pasqua in poi, presumibilmente all’inizio di maggio. I tempi sono destinati a variare soprattutto nel caso in cui la terna commissariale decida di dare il via a una fase di rilanci. Si tratta di un’eventualità contemplata dal bando di gara, nel quale si legge che la «selezione della migliore offerta vincolante» avverrà «eventualmente anche all’esito di rilanci». È una pratica comune nelle amministrazione straordinarie (in siderurgia l’ultimo esempio è relativo al Caleotto di Lecco, asset della ex Lucchini): prendere l’offerta migliore e porla come base d’asta, con l’obiettivo di massimizzare il risultato per i creditori. La circostanza del rilancio è stata comunque confermata anche dallo stesso commissario Laghi, nell’ultima audizione alla Camera, il 21 settembre: dopo la raccolta delle offerte vincolanti, ha detto, vi sarà «la fase finale, con eventuali rilanci».

Non è finita. Dopo il verdetto, ha aggiunto Laghi, sarà inoltre necessario altro tempo per «limare» l’offerta insieme agli aggiudicatari, con l’avvio di una fase di negoziazione in esclusiva: «stimiamo che in assenza di eventi che non possiamo prevedere – ha concluso nell’audizione – entro fine anno possa intervenire la fase di aggiudicazione».

L’eventualità dei rilanci resta per il momento solo un tema di tipo tecnico: secondo le interpretazioni più restrittive formulate tra gli addetti ai lavori, se non espressamente indicata nel disciplinare di gara, questa direzione di marcia potrebbe essere imboccata solo se, all’esito dell’analisi di Leonardo&Co, le offerte delle due cordate risultassero al di sotto dei valori di perizia (eventualità che secondo le indiscrezioni sulle offerte dovrebbe essere scongiurata).

In questi giorni si è intensificata la polemica a distanza tra le due cordate. AcciaItalia ha scritto due lettere all’antitrust Ue per protestare contro la condotta «anticoncorrenziale» di ArcelorMittal, che detiene l’85% di Am. Contestato, in particolare, l’appello del presidente di Mittal, Lakshmi Mittal, che ha invitato Cdp (detiene il 27,5% di AcciaItalia) a entrare in Am, in caso di vittoria di questa cordata. «Il processo di vendita è gestito da e sotto responsabilità delle autorità italiane – ha precisato successivamente un portavoce della Commissione Ue -, è loro responsabilità assicurare che sia aperto, trasparente ed equo».

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