Raffinerie di Priolo: Lukoil aderisce alle prescrizioni del tribunale

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By Federdat Agosto 2, 2017 08:24 Updated

Raffinerie di Priolo: Lukoil aderisce alle prescrizioni del tribunale

La lettera ufficiale è stata notificata ieri mattina. Gli avvocati della russa Lukoil, proprietaria di Isab e destinataria di un provvedimento di sequestro preventivo delle due raffinerie di Priolo nel siracusano, hanno varcato le porte del Tribunale di Siracusa per consegnare la missiva con la quale l’azienda ha notificato al gip Michele Consiglio di aderire alle prescrizioni contenute nell’atto notificato all’azienda dodici giorni fa. Sono stati giorni convulsi di studi e approfondimenti in azienda ma alla fine la decisione è stata presa ed è, dice il management dell’Isab, una scelta “responsabile”: l’altra scelta poteva essere quella di ricorrere contro il provvedimento del Gip a costo di fermare l’impianto. «La società – si legge in un comunicato – avrebbe potuto risolversi di continuare ad operare secondo quanto già prescritto dal ministero e dalle amministrazioni locali e quindi adottare le relative azioni procedurali e giudiziarie. La società confida nel contempo di chiarire definitivamente la sua posizione e la correttezza del proprio operato nel corso del procedimento giudiziario».

Intanto Isab ribadisce: «Abbiamo sempre operato nel rispetto delle autorizzazioni rilasciate dalle competenti autorità – spiega il management dell’Isab –. Il contenuto tecnico e amministrativo di questi dispositivi è il risultato del vaglio tecnico e normativo di diversi esperti del settore appartenenti ad amministrazioni locali, regionali e nazionali. Tali provvedimenti autorizzativi non sono stati impugnati nella forma o nel merito da chicchessia e pertanto allo stato risultano pienamente validi ed efficaci».

Per il momento si può dire che c’è stato, probabilmente, un ragionamento su costi e benefici ma va tenuto conto che in gioco, in questa vicenda che è scoppiata dopo due anni di indagini della procura aretusea guidata da Francesco Paolo Giordano, c’erano certo le ragioni della tutela ambientale ma c’erano anche, come hanno più volte sottolineato i sindacati, il destino di uno dei più grandi poli energetici d’Europa e quello dei lavoratori.

Quanto alle prescrizioni contenute nel decreto di sequestro Isab ha precisato che «facevano già parte di un programma di interventi discussi in sede di Autorizzazione integrata ambientale con le competenti autorità ministeriali e le amministrazioni locali – si legge ancora nel comunicato dell’azienda –. Atteso che le prescrizioni concernono interventi già sostanzialmente pianificati, abbiamo ritenuto di accettare il programma di interventi secondo le scadenze previste nel decreto di sequestro preservando la piena operatività della raffineria».

Resta da capire quale sarà la scelta della Esso, che appartiene come è noto al gruppo americano della ExxonMobil e destinataria del provvedimento di sequestro per la raffineria che si trova nell’area industriale siracusana: il termine scade sabato e anche in questo caso tecnici e avvocati sono al lavoro da giorni per capire quale strategia seguire. Per Isab, intanto, si chiude il primo tempo di una partita che è destinata a durare un anno: il gip ha infatti dato all’azienda 12 mesi di tempo per concretizzare le prescrizioni aderisce alle prescrizioni. Isab ha intanto notificato di aderire e si riserva di presentare la documentazione tecnica e il cronoprogramma delle opere da fare nelle prossime settimane.

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