Puglia, i cantieri Tap non durano neppure un giorno: bloccati dalle proteste

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By Federdat Marzo 21, 2017 16:15 Updated

Puglia, i cantieri Tap non durano neppure un giorno: bloccati dalle proteste

Alla fine la società della Trans Adriatic Pipeline (Tap) si è dovuta arrendere per l’ennesima volta. E ha sospeso temporaneamente le operazioni di espianto degli ulivi (operazione prevista dal progetto) che devono essere trasferiti altrove per consentire l’attuazione dei lavori veri e propri. Sono infatti proseguite le manifestazioni di protesta da parte degli esponenti No Tap, affiancati anche dai sindaci di Melendugno, Caprarica, Vernole e Martano, e i parlamentari del M5S, De Lorenzis e Donno. Decine di manifestanti hanno impedito ai mezzi Tap di entrare nel cantiere e di compiere le operazioni previste.

Per due volte le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno forzato il blocco attuato dai manifestanti a presidio della strada di accesso al cantiere. I mezzi non sono comunque riusciti a passare. Tap ha così deciso la sospensione dei lavori – ieri erano stati espianti circa 40 ulivi – «per evitare che la tensione di alzasse eccessivamente».

L’ultimo benestare del ministero dell’Ambiente Tap l’ha ottenuto venerdì scorso, così ieri mattina la società ha avviato le operazioni per l’espianto temporaneo dei primi 33 ulivi sui 221 esistenti nell’area dove sorgerà il microtunnel. Gli alberi vengono messi a dimora in un altro sito per il tempo necessario ai lavori.

Già lunedì non sono mancati momenti di tensione. Attivisti «No Tap» (insieme ad anarchici secondo la Digos) hanno cercato di bloccare il transito dei camion. Regione Puglia (col governatore Michele Emiliano soprattutto) e Comune di Melendugno continuano intanto a contrapporsi alla società a cui fa capo l’opera. Che dal 2020 – data a tutt’oggi confermata -, deve far arrivare in Puglia 10 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan dopo aver attraversato Grecia, Albania e Mar Adriatico.
«La Regione Puglia considera non ottemperata la prescrizione 44, quindi secondo noi lo spostamento degli ulivi è illegittimo» ha ribadito il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando a Bari.

«Naturalmente – ha aggiunto Emiliano – voglio
specificare che la Regione non ha strumenti per fermare un lavoro per il quale il governo ha dato disposizione alle forze di polizia di favorire questa operazione che il governo stesso considera assolutamente strategica».

Il gasdotto è stato infatti autorizzato a settembre 2014 dal ministero dell’Ambiente e a maggio 2015 dallo Sviluppo economico, ma Regione e Comune ne contestano il punto di arrivo per ragioni ambientali. E ne hanno ripetutamente chiesto lo spostamento più a Nord sempre lungo l’Adriatico (Brindisi). Ma il ministero ha sempre osservato che la localizzazione di Melendugno è quella meno impattante sotto il profilo ambientale, oltrechè essere vincolata ad un serie di prescrizioni.

Il braccio di ferro è datato. E a Regione Puglia e Comune di Melendugno che nei giorni scorsi hanno intimato un ennesimo alt a Tap, il ministero ha risposto dicendo che è ottemperata la prima parte delle prescrizioni relative alla «Fase 0» relativa alle «attività preparatorie di rimozione ulivi e realizzazione della strada di accesso all’area di cantiere del microtunnel». Queste prescrizioni, si aggiunge, «nulla hanno a che vedere con la realizzazione vera e propria del microtunnel che afferisce alla Fase 1a e Fase 1b a cui sono associate altre e diverse prescrizioni con relative verifiche di ottemperanza». «Di fatto quindi – rileva il ministero – l’ottemperanza delle prescrizioni afferenti alla Fase 0 è conclusa e pertanto Tap può dar corso alle attività previste».

È «un’ulteriore conferma dell’assoluta legittimità dell’attività intrapresa da Tap» commenta la società in una lettera al Comune di Melendugno. Ed è sulla base di questo via libera del ministero, che ieri è partito l’espianto dei primi 33 ulivi (il 15 per cento del totale). Puntuale, però, è arrivata l’ulteriore diffida del Comune alla quale la società Tap ha replicato: «Tutto il quadro autorizzativo» è «oramai delineato e trasparente. Non sussiste alcun grave danno ambientale». Ed è indicativo in proposito quanto giorni fa, alla presentazione dell’Offshore Mediterranean Conference, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: «All’ultima riunione a Baku ho subìto la più grande umiliazione della mia vita». Sul progetto Tap, ha rilevato Calenda, «Albania e Grecia, non la Germania, avevano tutti i pallini verdi mentre l’Italia, tranne le autorizzazioni a livello centrale, aveva tutti i pallini rossi. È una cosa molto umiliante per tutti quanti se 8 chilometri diventano un problema di geopolitica. Un fatto che, se uno lo racconta, non ci si crede».

L’espianto degli ulivi parte con un anno di ritardo. L’operazione è preliminare alla costruzione del pozzo che servirà a calare la «talpa», la macchina specializzata alla costruzione del microtunnel. Il pozzo si prevede di realizzarlo tra inizio e fine estate prossima mentre il microtunnel sarà avviato ad inizio 2018: necessari per la costruzione dai 3 ai 5 mesi. Lungo 1.453 metri, il microtunnel eviterà che il gasdotto attraversi la macchia mediterranea, la spiaggia di Melendugno e i fondali dell’Adriatico. Con un diametro di circa 3 metri, accoglierà al suo interno la condotta del gasdotto che è di 36 pollici.

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