Progress Profile punta sulla rucerca e cresce a doppia cifra

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By Federdat Giugno 15, 2017 08:08 Updated

Progress Profile punta sulla rucerca e cresce a doppia cifra

Mentre il settore dell’edilizia continua a faticare, Progress Profiles – azienda trevigiana nel settore dei profili tecnici e decorativi di finitura e nei sistemi di posa – continua la sua crescita: il bilancio dell’esercizio 2016 segna prosegue il trend positivo registrato negli ultimi cinque anni registrando un altro aumento in doppia cifra (+30%) che porta il fatturato a quota 40 milioni.
Risultati «frutto di investimenti in diverse aree che spaziano dalla ricerca tecnologica all’ampliamento dell’organico, dalla formazione all’apertura di nuove filiali.

Lo scorso anno è stata inaugurata una nuova sede a Melbourne in Australia – la Progress Profiles Oceania Pty Ltd, con 300 metri quadri di showroom, uffici e magazzino – ed è stata ampliata la sede principale di Asolo con un nuovo edificio di 2.500 metri, adibito a stabilimento produttivo e magazzino automatizzato», fanno sapere in azienda.

«La nostra crescita non va misurata solo con strumenti quantitativi – commenta Dennis Bordin, presidente di Progress Profiles – Va riconosciuto a tutto il team, dalla direzione ai dipendenti, dai collaboratori ai magazzinieri, il merito di innovare ogni giorno per rispondere alle esigenze del mercato, condividendo i nostri valori e impegnandosi a soddisfare al meglio la clientela. Il nostro ultimo investimento in innovazione tecnologica vale 2 milioni di euro per uno speciale macchinario che consente di riprodurre le numerose nuance del legno e di personalizzare le finiture all’infinito. Al mondo ne esistono pochi esemplari».

La formazione è un altro fiore all’occhiello dell’azienda trevigiana che solo nel 2016 ha formato oltre 4mila addetti con corsi e workshop gratuiti in Italia e all’estero, sostenendo le spese di trasferimento di architetti e posatori.
Con oltre 30 anni di attività, il brand Progress Profiles oggi raggiunge oltre 60 Paesi, offrendo una gamma di 13mila articoli. Tuttavia, sebbene il mercato estero registri una significativa quota del 34% di fatturato, consolidato dall’apertura di sedi a Melbourne, Dubai e Randolph, nel New Jersey, il cuore pulsante rimane in Italia. «Investire e creare occupazione qui in questi anni non è facile – aggiunge Bordin – e molte aziende hanno aperto stabilimenti all’estero; noi continuiamo a produrre in Veneto, ad Asolo, perché crediamo nelle potenzialità del nostro Paese e vogliamo promuovere il vero Made in Italy, connubio di design, ricerca tecnologica e qualità dei materiali impiegati. Un valore aggiunto di cui essere fieri».

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