Prodotti biologici e grani antichi nello stabilimento che prima creava tessuti

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By Federdat Marzo 28, 2017 09:11 Updated

Prodotti biologici e grani antichi nello stabilimento che prima creava tessuti

Ha aperto la sua sede italiana a Valdengo (nel Biellese) circa un anno e mezzo fa, con uno stabilimento produttivo dedicato al cibo biologico, nei locali che fino a non molto tempo prima ospitavano l’azienda tessile Stylbiella. Si tratta della controllata italiana della multinazionale svizzera Solleone Bio, specializzata nella distribuzione e commercializzazione di prodotti, che ha deciso di puntare sul segmento bio e di farlo a partire dal Piemonte. L’obiettivo: esportare made in Italy agroalimentare in mezzo mondo, dall’Europa al Giappone.

«Ad oggi – spiegano dall’azienda – il marchio è presente in 12 Paesi, di cui 11 europei e uno extra europeo, ovvero il Giappone». A creare il gruppo è stato Thierry Cohen di Jet Trading, uno dei principali importatori di made in Italy in Giappone, che in un articolo del Sole 24 Ore di qualche tempo fa dedicato agli interscambi tra l’area europea e Tokio (si veda link correlato), riteneva «il mercato giapponese molto interessante», tanto da sviluppare nuove iniziative e affrontare diversi segmenti di mercato. Uno di queste è quello dei prodotti biologici di qualità: anche per questo l’imprenditore ha creato Solleone Bio. La «qualità bio senza compromessi» dichiarava, «ha tutte le potenzialità per affermarsi anche nel mercato nipponico che solo da poco ha cominciato ad apprezzare questi prodotti».

Solleone Bio è un gruppo che nasce così nel 2013 e ha lanciato i suoi primi prodotti l’anno successivo. Nell’autunno 2015 ha aperto lo stabilimento produttivo di Valdengo e ha cominciato le produzioni tra gennaioe febbraio 2016. Un importante veicolo per i prodotti made in Italy, come spiegano dall’azienda: «La nostra peculiarità è produrre in Italia e distribuire a livello internazionale food esclusivamente italiano di alta qualità».

Oltre a una vasta gamma di prodotti (dalle paste tipiche regionali a sughi e marmellate) ha lanciato sul mercato una vasta gamma di grani antichi (sei varietà in tutto): «Si tratta di un progetto studiato nei minimi dettagli e che ci ha visti protagonisti di una scoperta incredibile ed affascinante. Abbiamo ritrovato qualità antiche (alcune risalenti a 7000 anni fa), utilizzate fino agli anni ’70 e ci siamo immersi in un viaggio all’insegna del nuovo ma con il sapore dell’antico. La storia dei grani antichi (dalle altissime qualità e ottime proprietà nutritive) e quella del grano attuale (frutto di una modificazione genetica), sarebbero un racconto affascinante da riservare ai lettori che scoprirebbero un mondo completamente nuovo ed interessante.

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