Piacenza apre le porte delle Pmi alle tecnologie 4.0

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By Federdat Maggio 8, 2017 07:57 Updated

Piacenza apre le porte delle Pmi alle tecnologie 4.0

«Industria 4.0 non è solo defiscalizzazione è un nuovo modo di pensare l’impresa. Gli incentivi aiutano ma l’obiettivo del lavoro che stiamo portando avanti con Confindustria nazionale è far capire alla moltitudine di piccole e medie imprese, che sono la spina dorsale (oltre il 90%) della nostra economia, che digitale e tecnologie innovative sono uno strumento, non il fine. Il fine è aumentare flessibilità, qualità e velocità di esecuzione degli ordini ritornando a livelli di produttività e combattività in linea con i nostri competitor».

Il presidente di Confindustria Piacenza, Alberto Rota, introduce con queste parole, assieme al collega dell’Associazione Industriali di Cremona, Umberto Cabini, il penultimo appuntamento del roadshow #territoridigitali avviato nel 2105 da Confindustria Digitale e Piccola Industria e che si concluderà il prossimo 13 giugno a Bologna.

«Il 4.0 trova a Piacenza terreno particolarmente fertile, perché meccatronica, macchine utensili e oil&gas sono l’ossatura del nostro manifatturiero e in questi settori è più semplice e naturale introdurre tecnologie come cloud computing, big data & analytics, Internet of Things e cybersecurity», spiega Rota. Ma come si trasforma un’azienda tradizionale in una smart factory 4.0 dove manifattura e realtà virtuale si fondono? A rispondere è Isi Srl, softwarehouse piacentina con 20 anni di storia alle spalle e una decina di ingegneri che offrono a clienti industriali e commerciali di tutto il Nord Italia suite di applicativi per garantire l’integrazione tra macchinari, sistemi informativi, processi organizzativi e risorse umane.

«Nasciamo con le macchine utensili e abbiamo gradualmente virato verso i software per l’interconnessione di impianti a elevata automazione e il supporto di attività manuali con interfacce dedicate», spiega Casimiro Busoni, titolare di Isi. È firmato Isi il sistema di tracciabilità di ogni singola arma prodotta da Benelli nello stabilimento di Pesaro, così come il portale web con cui la lodigiana Pellini consente a ogni singolo cliente di disegnarsi le tende di casa su misura.
«Siamo gli specialisti che portano dentro la smart factory le soluzioni che permettono il monitoraggio in tempo reale degli impianti produttivi e quindi la tracciabilità di ogni lotto, il calcolo in tempo reale degli indici di performance. Tutte cose che non sono nuove – rimarca Busoni – perché su queste tecnologie digitali è un decennio che stiamo lavorando, ma che hanno avuto una fortissima accelerazione negli ultimi due anni per la riduzione dei costi e per gli incentivi fiscali».

In circolo il Governo, grazie al Piano Calenda, ha messo 20 miliardi di euro da qui al 2020 tra super e iper ammortamento, credito d’imposta alla ricerca, finanza a supporto di start up, venture capital, digital Innovation Hub. Il costo di un processo aggiornamento tecnologico per un’azienda può variare da 50mila a mezzo milione di euro, e detrazioni del 250% come quelle del superammortamento permettono di ammortizzare non solo la macchina, ma anche tutti i costi di gestione. «Questo è un tema centrale e cruciale per ridare crescita, competenze al nostro Paese e creare occupazione», sottolinea Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale.

La velocità di risposta al mercato diventa inoltre sempre più strategica in un contesto economico mondiale sempre più incerto, con cui anche l’economia piacentina sta facendo i conti. «Gli ultimi dati congiunturali ci confermano – conclude il presidente Rota – che il fatturato della nostra industria sta risalendo bene (+5,3% a fine anno), soprattutto all’estero (+9%) trainato proprio dalla meccanica, ma gli investimenti stentano ancora e le prospettive per il 2017 sono offuscate dal quadro geopolitico in cui tutti oggi operiamo. Per cui l’unica nostra leva è migliorare l’organizzazione del lavoro,l’efficienza degli impianti e i servizi e in questo senso le tecnologie 4.0 sono un alleato strategico».

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