Per Piombino, ultimatum del governo a Cevital

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By Federdat Luglio 1, 2017 14:05 Updated

Per Piombino, ultimatum del governo a Cevital

Il Ministero dello Sviluppo economico blinda per altri due anni il dossier ex Lucchini, e cerca di stringere i tempi per dare una svolta al rilancio degli asset rilevati da Cevital, obbligando il proprietario algerino a trovare un partner industriale in quattro mesi. Sono i principali contenuti dell’«addendum» al contratto di amministrazione straordinaria tra Lucchini e Cevital, presentato dal Mise ai sindacati, ieri nel corso del vertice convocato per fare il punto sul dossier, in concomitanza con la scadenza del biennio di tutela previsto dalla legge Marzano.

La data era ritenuta sotto molti punti di vista uno spartiacque nella vicenda. In primo luogo, con la scadenza del periodo di vigilanza dell’amministrazione straordinaria si temeva da più parti che la nuova proprietà degli asset, ritenuta inadempiente su investimenti e piano industriale, potesse mettere mano al perimetro dell’organico. A sua volta c’era il timore che il progressivo esaurirsi delle funzioni dell’amministrazione straordinaria, retta dal commissario Piero Nardi, potesse impattare negativamente sulla capacità di «moral suasion» del Governo sull’operato di Aferpi legato al piano industriale di rilancio, fino ad ora inattuato.

Oggi la situazione è per certi versi peggiore di quella ereditata da Issad Rebrab, chairman del gruppo Cevital, due anni fa. A Piombino è ferma da dicembre l’attività dei treni vergella e barre, mentre il terzo impianto, quello dedicato alle rotaie da treno, funziona a intermittenza, in base alla disponibilità di circolante e alla possibilità di acquistare materia prima da laminare. La prospettiva di ripartenza dell’area a caldo, prevista da Rebrab nel piano industriale con cui ha rilevato gli asset dell’amministrazione straordinaria, è lontana.

Cevital e il Governo hanno concordato ieri il prolungamento fino al 30 giugno 2019 del periodo di sorveglianza da parte degli organi della procedura di amministrazione straordinaria, sulla base di un piano di azione che prevede un cronoprogramma per nuovi impegni. Per la parte siderurgica, in particolare, si prevede la ripresa dell’attività di laminazione ad agosto per le rotaie e a ottobre per barre e vergella. Si prevede anche un piano di liberazione delle aree: smantellamenti degli impianti piccoli con fine lavori stimato a settembre e l’assegnazione di ordini entro ottobre per lo smantellamento di impianti grandi, con fine lavori stimato a ottobre del 2019. Aferpi si impegna inoltre a presentare proposte operative sull’avviamento delle piattaforme di business nella logistica e nell’agroalimentare, entro sei mesi dell’approvazione del piano siderurgico. È stato inoltre sottoscritto un impegno della proprietà algerina a individuare entro il 31 ottobre una partnership per la parte siderurgica del Progetto Piombino: l’approccio più concreto manifestato a oggi è quello di British steel, interessata soprattutto al business delle rotaie (già fornisce Rfi), ma il dossier è stato analizzato anche da Jsw, sempre alla ricerca di occasioni di downstream sul mercato europeo e dal fondo Liberty House. In alternativa Aferpi si è impegnata a presentare, nello stesso termine, un piano industriale con evidenza delle fonti di finanziamento certe.

Mise e Cevital hanno concordato, per la prima volta parametri oggettivi sui quali valutare gli eventuali progressi di Aferpi nell’attuazione dei propri progetti: a questo proposito il Governo precisa in una nota che «la violazione di quanto inserito nell’addendum in merito alla ripresa produttiva, alla ricerca della partnership e alla presentazione del piano industriale costituirebbe grave inadempimento di Aferpi e quindi causa di risoluzione» del contratto di cessione degli asset. «L’accordo per l’estensione del periodo di sorveglianza su Aferpi – ha commentato in serata il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda – fissa paletti molto precisi in termini di livelli di produzione e di investimenti, con tempi di verifica certi». Il ministro ha aggiunto che «come avevamo garantito, i lavoratori godranno dello stesso trattamento economico odierno. Molto rimane ancora da fare – ha concluso – per rimettere a posto una situazione complessa, ma sulla quale abbiamo fatto un importante passo in avanti».

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