Penne Aurora guarda alle produzioni di lusso e cresce all’estero

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By Federdat Luglio 13, 2017 09:35 Updated

Penne Aurora guarda alle produzioni di lusso e cresce all’estero

Una nicchia industriale nel cuore di Torino. Aurora produce penne dal 1919, è sopravvissuta alla crisi che ha spazzato via il distretto delle penne tra Settimo Torinese e Torino e oggi è un’azienda fortemente proiettata sui mercati esteri – che cubano circa il 68% dei ricavi –, con un focus crescente sulle produzioni di modelli esclusivi e ricercati, anche grazie al ritorno della penna stilografica. «Se negli anni scorsi negli Stati Uniti vendevamo soprattutto roller, nell’ultimo anno la vendita di penne stilografiche è aumentata del 67%» racconta Cesare Verona, presidente e ad dell’azienda.

All’interno dello stabilimento – una cinquantina di addetti, intorno ai 10 milioni il fatturato – tutte le fasi della lavorazione, dalla progettazione alla fase di personalizzazione e spedizione. Compreso l’impianto di galvanizzazione, una vera “chicca” industriale per un’azienda di piccole dimensioni ma focalizzata su qualità e personalizzazione del prodotto. «Il tailor made e la personalizzazione spinta è una tendenza che si sta rafforzando in molti settori, si pensi all’auto, ai gioielli, alla moda» aggiunge Verona.

I progetti di penne esclusive prodotte da Aurora partono da un valore di 350mila euro. Una esperienza e un know how acquisito in decenni di storia industriale che annovera grandi classici come Aurora 88, 8 milioni di penne prodotte e vendute nel mondo dal 1947, e la Hastil Aurora disegnata da Marco Zanuso nel 1970 ed esposta al MoMA di New York. Stati Uniti e Giappone sono i mercati esteri di riferimento, lo stile italiano resta la cifra che contraddistingue le produzioni. «La produzione totalmente in Italia e la volontà di mantenere l’intero processo produttivo all’interno dell’azienda caratterizzano fortemente il brand Aurora» aggiunge

Da pochi mesi poi Aurora ha aperto, grazie ad una Fondazione sostenuta dalla famiglia Veronesi, l’Officina della scrittura, un museo multimediale realizzato in una parte dello stabilimento storico e dedicato alla storia e all’evoluzione del segno nelle culture. Il progetto risale in realtà al 2004, anni di gestazione poi la progettazione e, in tredici mesi, la realizzazione della nuova area con lo spostamento delle produzioni al piano terra.

“«L’italia in realtà pesa poco nel mercato mondiale, circa il 3%, ma nel lusso pesiamo tre volte di più»”

Cesare verona, presidente e ad Aurora 

Manifattura intelligente. Artigiani che lavorano con la testa e con le mani, sperimentazione su nuovi materiali, a cominciare dalla fibra di carbonio o dal corno di bufalo vietnamita fino alla classica celluloide e ai metalli, compresi i più preziosi. «Siamo partiti dal 3% di esportazioni – aggiunge Verona – ma in realtà l’azienda sta cambiando in fretta. L’italia in realtà pesa poco nel mercato mondiale, circa il 3%, ma nel lusso pesiamo tre volte di più».

Laboratorio di design e officina, insieme insieme. Le penne più importanti, i numeri unici nascono all’interno dell’officina prototipi. Si tratta di lavori destinati perlopiù al Medio Oriente. Le barre di celluloide vengono tornite, i dischi di oro, argento o acciaio sottoposti a imbutitura fino a realizzare i cappucci, poi incisi. Sono duecento i passaggi necessari per realizzare una penna, dalla materia prima fino ai dettagli, come il fermaglio, riconoscibile nelle penne di qualità, o la lavorazione dei pennini per le penne stilografiche, in oro 14 carati con biglia di iridio microsaldata e molata a mano, per 18 stili di scrittura diversi.

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