Occupazione, arrivano numeri “record” ma serve cautela

Federdat
By Federdat Maggio 4, 2022 10:59

C’è tanto entusiasmo per i dati relativi all’occupazione recentemente diffusi da ISTAT.  Il tasso di occupazione è difatti salito al 59,9%, in aumento di 0,3 punti. Il livello segna un vero e proprio record dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Nel mese di marzo gli occupati sono aumentati di 81mila unità su febbraio e di 804mila sul mese di marzo dell’anno precedente, effettuando un confronto del primo trimestre 2022 con quello precedente, viene rilevato un aumento del livello di occupazione pari allo 0,6%, arrivando a 133mila occupati in più. Il numero complessivo degli occupati sale a 23.040.000 con 103mila dipendenti permanenti in più rispetto al mese di febbraio.
Cosa accade invece al tasso di disoccupazione? Il tasso a marzo è sceso all’8,3% calando di 0,2 punti su febbraio e di 1,8 punti su marzo 2021, ritornando ai livelli del 2010. Il numero dei disoccupati si è ridotto a 2.074.000, con un calo di 48mila unità su febbraio e di 412mila sul mese di marzo 2021. Per i giovani purtroppo le notizie non sono confortanti, la disoccupazione sale infatti di 0,3 punti, al 24,5%. Un dato importante riguarda invece l’occupazione femminile, aumentata a febbraio di 81mila unità, determinando un aumento del tasso al 51,2%, di 0,5 punti su febbraio e di 2,9 su marzo 2021. In totale le donne occupate sono 9 milioni 776mila.
Se il report Istat dei dati sull’occupazione fa ben sperare, quello di Eurostat sul mercato del lavoro e sulle varie distinzioni territoriali invece preoccupa di più: Campania, Sicilia, Calabria e Puglia rientrerebbero infatti tra le regioni europee con l’occupazione più bassa d’Europa. I tassi di occupazione tra i 15 e i 64 anni registrati  nel 2021 sono i seguenti: in Sicilia il 41,1%; in Campania il 41,3%, in Calabria il 42% e in Puglia il il 46,7%, tutti al di sotto della media europea del 68,4%. Le percentuali si abbassano notevolmente quando si tratta di donne. Insomma, c’è da rallegrarsi per i nuovi dati Istat ma c’è ancora molto da fare, potenziando gli sforzi finora compiuti che, poco alla volta, stanno dando i loro frutti.

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By Federdat Maggio 4, 2022 10:59