Nord-Est al top per affidabilità delle Pmi

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By Federdat Febbraio 6, 2017 09:17 Updated

Nord-Est al top per affidabilità delle Pmi

Si concentrano soprattutto nel Nord-Est, lungo l’asse tra Emilia-Romagna, Veneto e Trentino-Alto Adige, sono state fondate prima degli anni Cinquanta e oggi hanno raggiunto una dimensione medio-grande. Spesso sono attive nei servizi finanziari e non. E soprattutto sono partner che non ritardano un pagamento. Appartengono all’élite in quanto aziende che hanno ottenuto il certificato di «Prime company» – attribuito da Cribis, società del Gruppo Crif specializzata nella business information -, con cui si attesta la massima affidabilità economico-commerciale.

Il tutto è frutto di una metodologia sviluppata in house da Cribis (si veda la Parola chiave in basso) che calcola la probabilità di un’azienda di generare insoluti nel corso dell’anno. Le imprese che hanno ottenuto questo giudizio superano di poco le 350mila unità, solo il 7,6% del totale delle imprese e ditte individuali italiane, di cui meno di 10mila sono state fondate prima del 1960.

LA CLASSIFICA
La percentuale di best partner sul totale regionale. (Fonte: Cribis)

Le Prime company sono concentrate soprattutto nel Nord-Est, dove quasi un’azienda su otto si può fregiare del riconoscimento contro il 10,3% del Nord-Ovest, il 6,6% del Centro e il 3,3% di Sud e Isole. Secondo l’elaborazione di Cribis, nel Mezzogiorno aumentano le possibilità di incappare in partner “a rischio insoluto” tra le realtà di piccole dimensioni, attive nell’edilizia e nel commercio al dettaglio.

Quello delle Prime company è un universo eterogeneo, dove le società medio-grandi superano il 40% valore che, nel caso di quelle fondate prima del 1960, va oltre il 54 per cento. Il settore dei servizi, in particolare quelli commerciali alle imprese e quelli alla persona, raccoglie circa un terzo delle società, mentre il manifatturiero raggiunge una quota vicina al 13 per cento. Qui i comparti più numerosi sono i prodotti in metallo, i macchinari industriali e la filiera agroalimentare.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, sul podio più alto sale la provincia di Trento, dove un’azienda su cinque si fregia dell’attestato rilasciato da Cribis. Gli altri gradini sono appannaggio di Biella e Ravenna. La maglia nera, invece, va alla provincia di Caserta, che è preceduta da Napoli e Reggio Calabria.

Negli ultimi anni si è assistito a un piccolo miglioramento del ciclo congiunturale, che ha spinto la quota delle Prime company dal 5,53% di fine 2010 al valore attuale, ma resta ancora un certo gap rispetto al 10,15% registrato nel 2009, anno in cui fu raggiunto il record storico.

«Rispetto agli anni pre-crisi la percentuale dei best partner commerciali è ancora bassa e rimane molto da fare come, per esempio, investire nella gestione del credito commerciale per individuare quei clienti e partner su cui investire di più» sottolinea Marco Preti, amministratore delegato di Cribis . Non si tratta di andare a inseguire le imprese più affidabili, ma di adottare all’interno della propria società strumenti, procedure e metodologie per migliorare la gestione del credito e il proprio cash management, sapendo intercettare contemporaneamente le nuove opportunità.

«Si scorgono finalmente alcuni spiragli di ripresa tra le imprese e il trend registrato nel 2016 lascia ben sperare, confermando quanto visto in precedenza dall’analisi delle abitudini di pagamento – conclude Preti -. Negli ultimi anni, infatti, si stanno verificando una riduzione dei ritardi gravi e un aumento della puntualità».

IL TREND
La quota di imprese al top per affidabilità. Valori in % (Fonte: Cribis)

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