Maserati, il polo del lusso di Torino al tes sui volumi

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By Federdat Aprile 4, 2017 09:50 Updated

Maserati, il polo del lusso di Torino al tes sui volumi

Da un lato, un mercato che premia il Tridente – con 42mila modelli venduti l’anno scorso – dall’altro una produzione industriale che si è attestata nel 2016 sulle 47mila vetture tra Grugliasco, Mirafiori e Modena, poco al di sopra della soglia raggiunta nel 2014. Con la differenza che nell’anno del rilancio di Maserati, i modelli in produzione nel Torinese erano due, in un unico stabilimento, Grugliasco – al netto delle 4mila vetture nate a Modena –, oggi sono tre in due poli produttivi, con volumi cresciuti di poco rispetto al 2014 e con la produzione di Ghibli e Quattroporte, invece, sotto la soglia del 2015.

La linea del suv Levante della Maserati a Mirafiori gira su due turni e ha determinato, sin dall’anno scorso, il rientro degli addetti del plant con i contratti di solidarietà, grazie alle quasi 21mila vetture prodotte l’anno scorso. A Grugliasco invece la situazione è più difficile, la produzione è scesa a 23.000 unità (erano state 26.400 nel 2015), tanto che da dicembre sulle linee si fa cassa integrazione ordinaria.

Il 2017 è un anno chiave sul fronte dei volumi e del mercato per il brand Maserati di casa FCA, anche in vista dell’obiettivo di vendere 70mila Maserati nel 2018. Un anno chiave grazie alla distribuzione del nuovo Levante a regime, su tutti i mercati – è stato lanciato un anno fa in Europa e poi via via nelle altre aree di interesse, dalla Cina agliStati Uniti – e grazie al restyling realizzato sulla Quattroporte, con due nuove versioni, e al model year 2017 della Ghibli. La scommessa, dunque, per Fiat Chrysler è una ripresa, sul mercato, delle vendite delle berline di casa Maserati, accanto ad una crescita ulteriore per il primo suv realizzato dal Tridente.

I numeri della produzione preoccupano una parte dei sindacati: la Fiom di Torino ha calcolato la riduzione strutturale di addetti nel Polo produttivo torinese, tenendo insieme la Carrozzeria di Mirafiori e il plant Maserati di Grugliasco: «A partire dal 2014 – sottolinea il segretario Federico Bellono – l’occupazione si è ridotta di 688 addetti, pari all’11%, passando da 6.270 lavoratori a 5.582 per effetto di pensionamento o uscite incentivate». Questo aspetto rende urgente, secondo la valutazione dei metalmeccanici della Cgil, «gli investimenti in nuovi modelli in grado di saturare sia Mirafiori che Grugliasco, anche alla luce del fatto che Ghibli e Quattroporte iniziano a non essere più nuovissimi». Il tema dunque è la tenuta dei volumi del polo del lusso torinese, anche in relazione ai livelli occupazionali.

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