Maranello finanzia il centro polivalente di Amatrice

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By Federdat Aprile 6, 2017 08:46 Updated

Maranello finanzia il centro polivalente di Amatrice

«Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?» Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, interpellato da Tiscali.it, si scioglie in un sorriso e cerca la compiacenza del cronista. Tema della chiacchierata: lo smantellamento della scuola assemblata in ottobre dalla Provincia autonoma di Trento. Al suo posto sorgerà il centro omnicompresivo con tanto di convitto, biblioteca, ludoteca e palestra finanziato dalla Ferrari, che per volere di Sergio Marchionne ha messo a disposizione i 7 milioni di dollari incassati durante un’asta tenuta a Daytona, in Florida. Ad aggiudicarsi il cinquecentesimo e ultimo esemplare de «La Ferrari», la prima ibrida di Maranello, un mostro da 963 cavalli costruito per finanziare la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, è stato un facoltoso signore che ha evitato di declinare le generalità.

Pirozzi spiega la sua filosofia: «Si tratta di una struttura definitiva al posto di un’altra provvisoria, per quanto stupenda. Non comprendo le polemiche di questi giorni: chiunque al mio posto avrebbe scelto di realizzare una scuola definitiva».

La nuova struttura organizzata in cinque edifici ospiterà il liceo scientifico internazionale a indirizzo sportivo, al quale si sono già iscritti 29 ragazzi, 16 dei quali da fuori regione. Sorgerà a San Cipriano, proprio nello stesso luogo dove furono montati a tempo di record i container dalla Provincia autonoma. Centocinquanta volontari calarono da Trento armati di solidarietà, denari (770mila euro) e 8.600 chilogrammi di acciaio. Ci vollero 16.900 ore di lavoro per completare i 430 metri quadri e i container policromi (giallo, rosso, blu e bianco), ingentiliti dalle tettoie di legno, che ospitano tutt’ora 160 bambini delle scuole elementari e medie, più una cinquantina di ragazzi del liceo, i cui moduli sono stati consegnati nel novembre 2016.

A muoversi nei giorni di fine estate fu direttamente Palazzo Chigi. L’ex premier Matteo Renzi e il ministro delle Infrastrutture Graziano del Rio chiesero espressamente ai trentini di costruire un luogo che rappresentasse un simbolo di rinascita.

Da quei giorni sembra passato un secolo. Ugo Rossi, il leader della Provincia, solitamente di poche parole, stavolta non si lascia scappare neppure una sillaba. A parlare per lui è il capo ufficio stampa, che si trincera dietro un preambolo: «Siamo persone serie». E poi aggiunge: «Il nostro interlocutore è Palazzo Chigi: furono loro a chiederci di intervenire. E da Roma attendiamo spiegazioni».

Il contegno valligiano non riesca a dissimulare il disappunto. A rappresentare lo stato d’animo della Provincia autonoma è l’assessore alla Protezione civile, Tiziano Mellarini: «Ci aspettavamo almeno una telefonata dal sindaco Pirozzi, che non incontriamo dal mese di settembre: un tavolo di confronto sarebbe stata la soluzione perfetta».

Anche sulla destinazione dei container si è aperta una piccola querelle. Pirozzi, in un’intervista all’Ansa, sostiene che non sarà demolita ma smontata e riconsegnata alla Protezione civile. La Protezione civile però gira la questione a Errani: «Se ne occupa il commissario alla ricostruzione» dicono quasi con sollievo. Ma il portavoce del commissario chiede tempo per verificare. A stupirsi di questa confusione è il funzionario operativo della Protezione civile che affianca Pirozzi nei progetti di ricostruzione, il quale prova a ristabilire la gerarchia delle priorità: «Di sicuro un paio di container servirebbero al Comune di Amatrice: il Coc – il centro operativo comunale che coordina gli interventi su un territorio con ben 69 frazioni – è ospitato ancora in una tenda».

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