Macchine per l’industria alimentare a tutto export

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By Federdat Giugno 9, 2017 09:26 Updated

Macchine per l’industria alimentare a tutto export

Fame di macchine alimentari. Il comparto del food equipment nel mondo è cresciuto, recentemente, a ritmi del 5-6% l’anno e nell’ultimo biennio ha raggiunto un valore di 45 miliardi di euro. Crescono soprattutto la fascia alta e medio-alta del mercato, che oggi si ritagliano una quota del mercato mondiale del 42%, contro il 24% di appena dieci anni prima. Canada e Germania sono, insieme a Giappone, Francia e Regno Unito, i mercati che trainano la domanda.

Nel 2016 l’Italia è stato il terzo esportatore al mondo con 3,26 miliardi, su 4,9 miliardi di produzione. Alle spalle di Germania, con 3,5 miliardi, e Cina con 18 miliardi. «La Cina però non si può considerare un nostro competitor – ha detto Simona Greco, brand mager di Host, la fiera specializzata di fieramilano (20-24 ottobre). La sua produzione è di tipo basic, lontana da quella, di qualità, italiana».

NOI E GLI ALTRI
Il confronto tra I maggiori esportatori di macchinari per l’alimentare. Valori in miliardi di euro

Sul versante dell’import, gli Stati Uniti rimangono il mercato più ricco del mondo con oltre 7 miliardi di valore nel 2016. Seguiti da Germania, 3,6 miliardi, e Francia, 2,2 miliardi.

Per il triennio 2017-2019 le previsioni di crescita dell’import sono particolarmente favorevoli per Nord America, Europa, Russia, Emirati Arabi, Far East e Australia. Tuttavia le imprese sottolineano come stia diventando sempre più difficile esportare, per ragioni che esulano dalla pura competizione.

Per Marco Nocivelli, presidente di Assofoodtec, l’associazione dei costruttori di macchine alimentari, «è urgente fare sistema tra imprese e fiere. Non possiamo concedere vantaggi ai competitor esteri che possono contare su manifestazioni dal respiro internazionale. Noi sviluppiamo tecnologie e prodotti innovativi che supportano la tradizione della cucina italiana e l’esportazione dei suoi gusti e sapori in tutto il mondo».

La vocazione all’export delle macchine alimentari italiane è già abbastanza marcata e in sviluppo da molti anni. Ma quali sono oggi le prospettive?
L’anno scorso la produzione di macchine per caffè espresso professionale è cresciuta dell’1,2%, grazie al traino del mercato estero (+1,1%). Per il 2017 la produzione dovrebbe replicare il dato dell’anno prima mentre l’export dovrebbe crescere dell’1%. I principali mercati di destinazione restano quelli europei, ma con flussi crescenti verso i paesi dell’area asiatica, in particolare Corea del Sud e Cina.

Buone anche le prospettive per macchine e forni per pane, biscotti e pasticceria: nel 2017 si stima una crescita della produzione dell’1,5%, dopo il circa 2% dell’anno prima. E il +2,3% dell’export. Il dolciario ha nel 2016 ha aumentato la produzione dell’1,2% e per quest’anno si prevede un’accelerazione all’e aumento (+1,6%) è previsto per l’anno 2017. Le esportazioni, che assorbono la quasi totalità della produzione, nel 2016 hanno registrato una crescita (+1,3%) rispetto all’anno precedente e si prevedono in aumento (+1,3%) anche nel corso del 2017. Le principali destinazioni sono i paesi asiatici – soprattutto India, Pakistan e Malesia – paesi verso i quali le esportazioni sono molto cresciute. Molto positivo anche l’andamento delle esportazioni verso gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita. I due comparti sono rappresentati da Ucma/Assofoodtec.

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