L’inflazione rallenta a giugno

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By Federdat Giugno 28, 2017 12:40 Updated

L’inflazione rallenta a giugno

Esaurita la spinta di energia e ortaggi, l’inflazione italiana ripiega, lontana dai target individuati dalla Bce, copn un pesante rallentamento (su base mensile) soprattutto nel segmento dei beni alimentari e per la casa. Nel mese di giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile e registra un aumento dell’1,2% rispetto a giugno 2016 (era +1,4% a maggio). I dati emergono dalle stime preliminari diffuse dall’Istat.

Il rallentamento dell’inflazione, secondo l’istituto, è dovuto «esclusivamente alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità e, in particolare, agli alimentari non lavorati e agli energetici non regolamentati», che decelerano rispetto al mese precedente (rispettivamente +1,3% da +3,8% i primi e +3,0% da +6,8% i secondi). A mitigare il rallentamento ci sono i prezzi dei servizi relativi ai trasporti, che accelerano nuovamente (+4,1% da +3,2% di maggio), trainati dalla stagionalità. L’«inflazione di fondo», al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di due decimi di punto percentuale (+0,9%, da +0,7% di maggio),
mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta allo 0,9% (da +1,0% del mese precedente).

L’Istituto spiega inoltre che «la lieve diminuzione su base mensile dell’indice generale è dovuta principalmente ai ribassi dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (-2,0%), in particolare di frutta e verdura, e degli energetici non regolamentati (-1,5%), i cui effetti sono in larga parte bilanciati dall’aumento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,1%) e dalla sostanziale stabilità delle altre tipologie di prodotto.

I prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona calano dello 0,7% su base mensile a giugno: l’incremento da inizio anno scende così allo 0,7%, in frenata dal +1,6% di maggio.

Nel dettaglio, nel mese di giugno diminuiscono su base congiunturale i prezzi dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,8%), delle comunicazioni (-0,7%), di bevande alcoliche e tabacchi e ricreazione, spettacoli e cultura (entrambi -0,1%). Viceversa, aumentano quelli della spesa in servizi ricettivi e di ristorazione (+0,3%), trasporti (+0,2%) e quelli riferiti alla voce residuale altri beni e servizi (+0,1%). I prezzi delle rimanenti divisioni non variano rispetto a maggio 2017.

Su base annua, otto divisioni di spesa presentano prezzi in aumento, tre in diminuzione e una prezzi stabili. Tra quelle in aumento, gli incrementi maggiori riguardano abitazione, acqua, elettricità e combustibili e trasporti (entrambi +3%), in crescita stabile i primi e in attenuazione dal +3,7% di maggio i secondi. Seguono i servizi ricettivi e di ristorazione (+2,1% da +1,9%), i prodotti alimentari e bevande analcoliche, gli altri beni e servizi (entrambi +1,0%) e, con variazioni più contenute, le divisioni ricreazione, spettacoli e cultura (+0,3%, in lieve calo rispetto maggio) e servizi sanitari e spese per la salute (+0,2%).

Come nel mese precedente i prezzi di abbigliamento e calzature registrano una crescita pari a +0,4%, mentre rimangono invariati quelli dei mobili, articoli e servizi per la casa. Tra le divisioni di spesa i cui prezzi sono in diminuzione, per quelli delle comunicazioni la flessione si riduce passando a -2,8% dal -3,1% di maggio. I prezzi di bevande alcoliche e tabacchi fanno segnare un’inversione di tendenza e si attestano a -0,3% (era +0,2%), mentre i prezzi dell’istruzione (-0,9%) presentano la stessa diminuzione registrata nel mese precedente.

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