L’inflazione cresce più del previsto: è ai massimi da 4 anni

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By Federdat Marzo 16, 2017 09:22 Updated

L’inflazione cresce più del previsto: è ai massimi da 4 anni

L’inflazione italiana accelera ancora a febbraio, ritoccando verso l’alto anche le stime preliminari, spinta anche questo mese dagli alimentari freschi, come frutta e verdura. Nell’ultimo mese l’Istat rileva un aumento dei prezzi al consumo dello 0,4% su base mensile e dell’1,6% nei confronti del corrispondente mese dell’anno scorso (la stima preliminare era +1,5%); il dato segue il +1% archiviato a gennaio. Si tratta del dato più alto degli ultimi quattro anni: per trovare un dato più elevato bisogna tornare a febbraio del 2013 (quando era all’1,9%).

Tra le ragioni dell’accelerazione, secondo Istat, c’è la crescita dei prezzi delle componenti maggiormente volatili, come gli alimentari non lavorati (+8,8%, contro il +5,3% di gennaio) e i beni energetici non regolamentati (+12,1% da +9% del mese precedente), ai quali si sommano la dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,4%, in accelerazione dal +1% di gennaio) e l’attenuazione della flessione di quelli dei beni energetici regolamentati (-1,6%, dal -2,8% del mese precedente).

Trento e Bolzano sono le città in cui gli incrementi sono più elevati, per Milano e Napoli l’aumento è del 2,1 per cento dal +1,4% di gennaio.

L’Istat, come detto, rileva rincari record per i prezzi dei vegetali freschi (+12,5% su mese e +37,2% sull’anno) e un balzo del carrello della spesa degli italiani, che vede a febbraio 2017 l’aumento maggiore da otto anni. La spinta, depurata da energetici e da alimentari freschi, si ridimensiona, riducendosi a un decimo di punto (+0,6%, da +0,5% del mese precedente). Coldiretti ha precisato in una nota che a marzo, con l’arrivo delle nuove produzioni, si sta comunque già spegnendo la fiammata dei prezzi delle verdure, provocata a febbraio dall’ondata di gelo e neve.

Sul piano congiunturale l’aumento è trainato soprattutto dai rialzi degli alimentari non lavorati (+3%), dei beni energetici regolamentati e non (rispettivamente +1,1% e +0,5%) e dei servizi legati ai trasporti (+1%).

In dettaglio, su base annua, la crescita dell’indice dei beni è del 2% (a gennaio era dell’1,1%), con un’accelerazione più marcata rispetto a quanto avvenuto nel segmento dei servizi (+0,9% rispetto al +0,7% precedente).

Istat segnala infine un aumento dell’1,1% su base mensile e del 3,2% su base annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, mentre i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentanodello 0,7% in termini congiunturali (del 3,2% su base annua).

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