L’industria culturale italiana: le agevolazioni

Area Comunicazione
By Area Comunicazione Settembre 20, 2016 09:53

Esiste una risorsa, in Italia, che sfida il tempo, la crisi e ogni forma di cambiamento. È il nostro patrimonio culturale, rinomato nel mondo, preso a modello, persino copiato, ma certamente unico e dal valore inestimabile. O quasi inestimabile.

In effetti, si è calcolato che il sistema produttivo culturale e creativo italiano, solo quest’anno, vale 89,7 miliardi di euro, con un effetto traino su altri settori dell’economia che genera complessivamente 249,8 miliardi, pari al 17 per cento del valore aggiunto nazionale, e a beneficiarne è soprattutto il comparto del turismo. È quanto emerge dal Rapporto 2016 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, curato dalla Fondazione Symbola in collaborazione con Unioncamere, che traccia un quadro positivo anche in termini occupazionali: 1,5 milioni di persone impiegate nel solo sistema produttivo culturale – senza considerare l’indotto – che equivale al 6,1 per cento del totale degli occupati a livello nazionale. Da segnalare ancora su questo fronte il dato sull’occupazione giovanile, con un +3,4 per cento rispetto al 20,8 per cento degli occupati in professioni “non-creative”, e quello relativo ai liberi professionisti, che nel sistema produttivo culturale e creativo sono il 17,6 per cento contro il 5,1 per cento nel resto dell’economia.

Ma chi sono gli artefici del “sistema cultura”?

A innescare un simile meccanismo virtuoso sono le industrie culturali e creative (ICC), distinte le une dalle altre da un confine sottile: le prime riguardano la produzione di beni legati alle principali attività artistiche e ad alto contenuto creativo come il cinema, la televisione, l’editoria e l’industria musicale; le seconde, invece, hanno la cultura come input ma vanno oltre, creando prodotti con funzioni più specifiche; si pensi ai settori del design, della moda, della pubblicità.

Un’altra definizione delle ICC è contenuta nel Libro Bianco sulla Creatività, pubblicato dalla Commissione sulla Creatività e Produzione di Cultura in Italia, che le distingue in:

  • Patrimonio storico e artistico, rappresentato dai beni e dalle attività culturali, ovvero patrimonio culturale, arti dello spettacolo, architettura, musica e arti contemporanee
  • Industria dei contenuti, dell’informazione e delle comunicazioni
  • Cultura materiale, relativa alla produzione di servizi e di oggetti e comprendente i macro settori della moda, del design e dell’industria del gusto.

Uno sguardo all’Europa: quali politiche a sostegno delle ICC?

Allargando il campo al contesto europeo, sono molteplici le politiche e le azioni promosse dalle istituzioni dell’UE in favore delle imprese culturali e creative. Tra le tappe più significative di tale iter normativo e programmatico, la pubblicazione del Libro Verde “Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare”, pubblicato nel 2010 dalla Commissione europea sulla scia del Rapporto sulla competitività europea  e della Comunicazione “Una politica industriale integrata per l’era della globalizzazione”, che riconoscono l’alto potenziale di innovazione e crescita dell’industria creativa. A ciò segue, poco più tardi, il Piano UE per aiutare l’industria culturale e creativa e, infine, il Piano di lavoro per la cultura nell’UE nel periodo 2015-2018, mirato al potenziamento del ruolo delle ICC e delle attività di Eurostat in ambito culturale. Nell’ottica di favorire la competitività, la crescita e l’occupazione del settore, si è data attuazione ad una serie di programmi di finanziamento per il periodo 2014-2020. Da segnalare, in particolare, Europa Creativa, Erasmus+, Horizon 2020, COSME e i Fondi strutturali.

IL FONDO CULTURA CREA

Il Sud e il settore dell’industria culturale-turistica e manifatturiera sono al centro del programma di incentivi “Cultura Crea” promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e gestito da Invitalia. Il programma nasce con l’obiettivo di sostenere le iniziative imprenditoriali e le imprese no profit che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.Nel dettaglio, il provvedimento stanzia agevolazioni per 106 milioni di euro, per accedere alle quali bisognerà presentare domanda ad Invitalia, che dopo un’apposita valutazione confermerà l’ammissione o la non ammissione al beneficio. Le agevolazioni sono concesse mediante un provvedimento adottato da Invitalia e saranno erogate basandosi su un contratto di finanziamento stipulato tra Invitalia e il soggetto beneficiario.

Si tratta di agevolazioni non cumulabili con nessun altro beneficio, con la sola eccezione delle agevolazioni aventi carattere di generalità e di uniformità su tutto il territorio nazionale ed i benefici in forma di garanzia.

Queste le tre linee d’intervento:

  • Supportare la creazione di nuove imprese nei settori di punta delle industrie culturali, promuovendo processi di innovazione produttiva, sviluppo tecnologico e creatività
  • Potenziare e sostenere l’attività dei soggetti economici operanti nella filiera culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tradizionali e tipici, promuovendo la produzione di beni di prodotti e servizi finalizzati all’arricchimento, alla diversificazione e alla qualificazione dell’offerta turistico-culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori
  • Agevolare lo sviluppo e la qualificazione di attività e servizi collegati alla gestione degli attrattori e alla fruizione e valorizzazione culturale, realizzati da soggetti del terzo settore.

A chi è destinato?

Possono beneficiare del finanziamento le micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e creativa, compresi i team di persone costituiti in società e i soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Quali vantaggi?

Le imprese possono usufruire di un finanziamento agevolato a tasso zero e un contributo a fondoperduto sulle spese ammesse, con una premialità aggiuntiva per giovani, donne e imprese con rating di legalità. L’incentivo può coprire fino all’80 per cento delle spese totali, e fino al 90 per cento in caso di premialità.

Il budget

Ammontano complessivamente a circa 107 milioni di euro le risorse disponibili, di cui: 42 milioni per la nascita di nuove imprese; 38 milioni per il sostegno alle imprese già attive; 27 milioni per il terzo settore. Se saranno raggiunti dei risultati positivi potranno essere  aggiunte  ulteriori  risorse  finanziarie fino ad un massimo di 7 milioni di euro.

Termini e modalità di candidatura

Al via dalle ore 12 del 15 settembre 2016 la presentazione delle domande, che dovrà essere effettuata esclusivamente online sul sito www.culturacreativa.beniculturali.it.

Fonte: clicklavoro

Area Comunicazione
By Area Comunicazione Settembre 20, 2016 09:53
Scrivi un commento

Nessun Commento

Ancora Nessun Commento

Non ci sono ancora commenti ma tu puoi essere il primo.

Scrivi un Commento

Solo gli utenti iscritti possono commentare.