Legno-arredo del Nordest oltre i livelli pre crisi

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By Federdat Gennaio 27, 2017 17:08 Updated

Legno-arredo del Nordest oltre i livelli pre crisi

Le imprese del legno-arredo di Treviso e Pordenone hanno ripreso i volumi pre crisi; in particolare l’export – che vale 1.628 milioni di euro per Treviso e 679 milioni per Pordenone – è pari complessivamente al 25,1% del totale nazionale di settore. Sono imprese che danno lavoro a migliaia di dipendenti: nel Trevigiano sono 5.552 i collaboratori delle aziende del legno e 16.740 quelli che operano nel mobile; a Pordenone sono rispettivamente 1.805 e 8.248.

Un comparto che ha affrontato e superato il periodo di difficoltà. Lo certificano i dati del rapporto presentato in un incontro promosso da Unindustria Treviso e Unindustria Pordenone con il supporto scientifico dell’Ufficio corporate value analisys di Ubi Banca, a Villa Foscarini Cornaro di Gorgo al Monticano. Oggi il mobile prodotto nelle due province arriva in tutto il mondo e accanto a mercati consolidati come quelli europei (Germania e Francia su tutti) lo sviluppo più rilevante degli ultimi anni si è indirizzato in particolare verso Stati Uniti, Canada e Cina mentre in netta crescita, sia pure con numeri ancora ridotti, sono i flussi verso l’Africa. Entrambi i territori sono ai vertici nazionali nell’export di questo comparto che è tra quelli che caratterizzano il made in Italy.

«Le previsioni di Ubi Banca – dichiara Pio De Gregorio, responsabile Corporate Value Analysis – indicano che quest’anno il fatturato delle imprese del mobile di Treviso e Pordenone potrebbe aumentare in media del 4,5% rispetto al 2016 e di un ulteriore 3,7% nel 2018. Il margine operativo lordo in percentuale del fatturato dovrebbe attestarsi stabilmente intorno all’8%, consolidando l’aumento della redditività operativa realizzato nel corso degli ultimi due anni anche grazie alle strategie di riorganizzazione messe in atto. Nel complesso, tanto i cluster di prodotto che di filiera presentano indicatori di performance operativa e di solidità finanziaria che dal 2014 appaiono in costante miglioramento. Le imprese dovrebbero quindi consolidare i miglioramenti della performance economica realizzati negli ultimi due anni, e, grazie anche agli incentivi fiscali, realizzare gli investimenti per l’upgrade tecnologico necessario per mantenere alta, e possibilmente accrescere, la loro forza competitiva nei prossimi anni».

Un sondaggio su 80 imprese ha permesso di fotografare la realtà delle aziende trevigiane e pordenonesi del legno–arredo. La leva riconosciuta del successo delle imprese è la flessibilità produttiva, per il 72,5% del campione, seguono qualità e innovazione (55%) e diversificazione di prodotto 36,3%) mentre minore è il ruolo del prezzo (26,3%). Strettamente connesso a questo dato è quello sulle principali strategie adottate: per il 76,3% queste passano per il contenimento dei costi di produzione, e poi per allargamento/innovazione di prodotto (58,8%), aumento del fatturato estero (46,3%) e progetti di aggregazione e collaborazione con altre imprese (18,8%). Il 77,5% delle aziende ha piani di espansione all’estero nel prossimo triennio, in particolare verso l’area euro (36,3%) e Usa e Canada (23,8%), in calo Russia (6,3%) e Medio Oriente (10%). Il peso del fatturato estero supera il 60% per il 32,5% delle imprese interpellate, mentre per il 53,8% non supera il 40 per cento.

Le aziende del legno – arredo di quest’area vendono soprattutto prodotti a marchio proprio (78,8%) e una bassa quota di produzione affidata a terzi (meno del 10% per il 38,8% del campione). Tra gli ostacoli alla crescita futura la difficoltà a trovare collaboratori qualificati (41,3% delle aziende), i costi troppo alti dell’innovazione (28,8%), risorse finanziarie insufficienti (25%) e strutture interne inadeguate (20%). E la principale minaccia per il futuro viene dall’incertezza del quadro politico ed economico internazionale (65%) rispetto a costi di produzione troppo elevati (31,3%), volumi produttivi insufficienti (35%) o euro forte (23,8%).
La rilevanza del settore per questo territorio – dicono Denise Archiutti, presidente del Gruppo Legno–Arredo di Unindustria Treviso e Aldo Comelli, presidente di sSezione per Unindustria Pordenone – è stata recentemente ribadita sia dalla Regione Veneto, che ha confermato il riconoscimento del distretto Legno Arredo del Trevigiano, sia dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con i distretti del Mobile e della Sedia. Entrambe puntano al rafforzamento delle attività manifatturiere attraverso interventi finalizzati al recupero della competitività, alla conservazione dei livelli occupazionali e alla valorizzazione del territorio mettendo a disposizione, nel breve periodo, risorse pubbliche per le imprese che ricadono nei tre distretti. Come imprenditori, dovremo avere la capacità di collaborare per costruire insieme i progetti da presentare alle Regioni e siamo quindi chiamati a una maggiore capacità di “fare squadra”, grazie al supporto delle nostre associazioni di categoria».

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