L’economia della Puglia cresce ma lentamente. Bene il lavoro

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By Federdat Luglio 4, 2017 12:14 Updated

L’economia della Puglia cresce ma lentamente. Bene il lavoro

Occupazione in aumento del 2% in Puglia, nel 2016, sopra la media nazionale (1,3%) e delle regioni del Sud (1,7). «Un trend in crescita – ha sottolineato Pietro Sambati, direttore della sede di Bari di Bankitalia durante la presentazione del rapporto Puglia 2016 – confermato anche nei primi mesi del 2017, in controtendenza agli effetti di una crisi che, dal 2008 in poi, ha fatto perdere nella regione 130mila posti di lavoro, di cui 50mila recuperati nel biennio 2015-16».

L’incremento occupazionale ha riguardato soprattutto lavoratori part time e ha determinato un calo del tasso di disoccupazione al 19,4% contro il 19,7% del 2015. Il dato occupazionale 2016 – insieme ad una lieve ripresa del flusso di credito alle imprese e alle famiglie e dei dati di questi primi mesi dell’anno per l’export, grazie soprattutto all’Ilva – si inserisce in un quadro che Bankitalia definisce, per il 2016, di crescita “modesta”, per effetto soprattutto dell’andamento dell’industria e dei servizi. L’industria in senso stretto, in particolare, in base all’indagine Invind di Bankitalia, ha visto il fatturato crescere, su base annua, dello 0,8%, al di sotto della media nazionale, ma sopra quella delle altre regioni meridionali. Molto negativo il dato sull’export 2016 con un forte calo del 2,2% rispetto alla crescita del Mezzogiorno (1,1) e dell’Italia (1,2), calo attribuibile per un punto percentuale al comparto agricolo. Nelle costruzioni il valore aggiunto è tornato a contrarsi (-0,5%), per quanto il settore residenziale abbia beneficato di una crescita delle compravendite del 17,4% e della ripresa dei prezzi dello 0,5%.

Quanto alle opere pubbliche le aziende, soprattutto le più grandi, hanno risentito della fase di quasi paralisi seguita, a maggio scorso, all’introduzione del nuovo codice degli Appalti. Crescita modesta invece nei servizi – lo 0,4% – grazie al comparto dei trasporti e del turismo, segnato da un aumento consistente delle presenze, 6,7% sul 2015, soprattutto di stranieri.
La crescita economica generale, anche se modesta, è stata sostenuta dalla domanda interna che ha beneficiato del moderato aumento dei redditi e dei consumi delle famiglie e di più favorevoli condizioni di accesso al credito. Nel corso del 2016, ha spiegato il responsabile della divisione analisi e ricerca, Maurizio Lozzi, la dinamica dei crediti bancari nel settore privato non finanziario è diventata espansiva (1,8% a fine anno) per effetto del positivo andamento dei prestiti a famiglie ed imprese, crescita proseguita anche nel primo trimestre 2017.

I finanziamenti bancari alle imprese, dopo 3 anni di flessione, sono tornati a crescere anche se in misura modesta, dello 0,7%, incremento che ha riguardato soprattutto le aziende con più di 20 dipendenti (+1,2%).I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3%, contro l’1,3% del 2015, riflettendo l’incremento del reddito e dei consumi che hanno beneficiato di più credito rafforzatosi del 6,1%. In crescita anche i mutui per l’acquisto di abitazioni (2,6%). Nel 2016 lo stock di crediti deteriorati si è stabilizzato al 22%, con un tasso di copertura al 51%. In crescita del 3,4% i depositi di famiglie e imprese.

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