Le cave del Cuneese pronte al rilancio

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By Federdat Aprile 14, 2017 08:13 Updated

Le cave del Cuneese pronte al rilancio

Sono una cinquantina – spiega il sindaco di Barge (Cuneo) , Luca Colombatto – le imprese del territorio che operano nel settore delle cave. Un comparto che, nonostante la crisi e la crescente concorrenza internazionale, continua ad essere importante per il Piemonte, con 425 cave e miniere in attività, 270 imprese e quasi 1.500 addetti. E la provincia di Cuneo è uno dei poli regionali, tra la quarzite di Barge (10mila tonnellate all’anno), le pietre di Luserna, i marmi del Monregalese e della Valle Maira.

Il problema è però rappresentato da una concorrenza internazionale sempre più agguerrita, di minor qualità ma offerta a costi decisamente più bassi. Per questo Barge ha convocato una sorta di Stati generali della pietra. Con la speranza di coinvolgere gli enti locali in un progetto che miri ad utilizzare i prodotti del territorio per l’impiego, ad esempio, nell’arredo urbano. Non una novità, perché storicamente Torino ha utilizzato pietre e marmi piemontesi per abbellire la città in epoca sabauda. Chiese e palazzi, pavimentazioni e coperture impiegavano pietre e marmi in arrivo dal Cuneese o dal Nord della regione.

Servono però interventi per rendere competitivi i prodotti anche in tempi di globalizzazione imperante. Ed un ruolo fondamentale potrebbe svolgerlo l’Accademia delle Terre Alte, impegnata a portare la formazione di alto livello anche nei territori alpini, sino ad ora penalizzati. Archiettura e design, ingegneria e marketing: occorre formare i giovani del territorio affinché le produzioni locali non rappresentino solo un retaggio del passato da tutelare ma un prodotto attuale in grado di competere sulla scena internazionale. Così come è successo, sulle Alpi Orientali, sull’Altopiano di Piné e nella Valle di Cembra. La crisi delle cave di porfido è stata affrontata con l’internazionalizzazione delle imprese migliori mentre altre sono scomparse, ed il territorio ha affiancato l’attività di estrazione con il turismo legato agli studi di politica estera.

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