Lavoro: gli italiani non vogliono più fare le guardie

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By Federdat Maggio 8, 2017 07:58 Updated

Lavoro: gli italiani non vogliono più fare le guardie

Nel paese si accende il dibattito sulla sicurezza e sulla legittima difesa, ma è sempre più difficile trovare giovani disposti a fare la guardia giurata. Lo denunciano gli amministratori del gruppo Fidelitas, colosso del settore della vigilanza e della «gestione valori» (trasporto, gestione caveau privati, contazione), che ha chiuso il 2016 con un record storico di fatturato (pari a 101,2 milioni di euro) che si accompagna a un ebitda dell’11,9% e un utile netto di 2,8 milioni. L’azienda continua a investire (oltre 30 milioni in immobili, mezzi e tecnologie nell’ultimo quinquennio) e a rafforzarsi anche sul piano del personale, con 144 nuove assunzioni l’anno scorso, per un totale di 1.898 dipendenti.

Ma il tasto dolente dell’azienda con sede a Bergamo è proprio nel recruitment. Per gli amministratori, come si legge nella relazione sulla gestione allegata al bilancio, sono risultate «inattese difficoltà di reperimento dei candidati, fatto stridente rispetto all’elevato tasso di disoccupazione» ma dovuto, nel giudizio dei manager, «oltre alla numerosità dei nuovi assunti, ai rigorosi criteri di selezione».

Nel 2016 il gruppo Fidelitas – il presidente e ad è Giacomo Gnutti – è riuscito a ridurre il costo orario medio aziendale per i servizi di vigilanza, assorbendo anche gli effetti del nuovo contratto nazionale di categoria, grazie all’inserimento di molto personale giovane: le nuove assunzioni hanno beneficiato degli incentivi governativi ancora in vigore. Nell’esercizio sono state erogate quasi 49mila ore di formazione. Prosegue inoltre il progetto relativo all’inserimento di giovani laureati, circa trenta nuovi assunti in un anno, tra i quali la società conta di individuare quadri e manager per il futuro.

L’anno scorso, come detto, il gruppo Fidelitas (l’87,55% del capitel è detenuto da Fgh Franco Gnutti holding) ha investito 5,3 milioni, principalmente in immobilizzazioni materiali: la spesa più rilevante ha riguardato l’acquisto di immobili a Genova (la filiale era precedentemente in locazione) e a Torino, dove ha debuttato una nuova sede, ritenuta strategica per una più adeguata copertura dell’area nord occidentale. Altri investimenti hanno riguardato le dotazioni per i servizi di trasporto valori (automezzi per il trasporto e valigie hds (high deterrent system) e di contazione (macchine e attrezzature di sala conta) anche a supporto dell’aumento dei volumi di attività.

Secondo un recente documento di Federsicurezza, in Italia in questo settore sono operative 1.326 imprese, con 3,3 miliardi di fatturato (lo stesso volume d’affari del 2006) e 70mila occupati (di cui 41mila guardie armate). Il settore sta affrontando un profondo cambiamento nella tipologia e nel livello di servizio richiesto, una transizione che sta esasperando la concorrenza al ribasso sui prezzi, mettendo in difficoltà soprattutto le piccole realtà.

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