Lavoro 4.0: le tute blu oggi sono hi-tech. Il progetto ItaliaMeccatronica

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By Federdat Marzo 28, 2017 09:10 Updated

Lavoro 4.0: le tute blu oggi sono hi-tech. Il progetto ItaliaMeccatronica

Pesante, sporco, poco retribuito e qualificato. Nell’immaginario collettivo è la percezione più diffusa del comparto metalmeccanico, definito più frequentemente con i termini “fabbrica”, oppure “operaio” o ancora “ferro” e “catena di montaggio”. I risultati della ricerca commissionata da Assolombarda-Confindustria Milano Monza e Brianza confermano in modo oggettivo le sensazioni più diffuse ma rappresentano solo il punto di partenza di un percorso più ampio, teso a ribaltare queste percezioni, soprattutto tra i giovani.

Compito non banale e tuttavia strategico, perché riguarda un macro-comparto che rappresenta la spina dorsale dell’economia del Paese, forte di 200 miliardi di export, 1,6 milioni di addetti ma soprattutto capace di generare dosi robuste (80%) di produzioni a medio-alta tecnologia. Il progetto #ItaliaMeccatronica si pone l’obiettivo di riposizionare il comparto, attraverso una serie di iniziative concrete in grado di evidenziare ciò che di tecnologico e di “bello” vi è nel settore. «Finora – spiga il presidente del gruppo Meccatronica di Assolombarda Diego Andreis – non siamo stati capaci di raccontare al meglio la nostra storia e spiegare dove stiamo andando. L’immagine percepita non rispecchia il valore del settore e l’evoluzione compiuta, in un’area cruciale per la competitività del Paese. Con questo piano vogliamo fare emergere le competenze distintive delle imprese che vi operano e le opportunità che offriamo ai giovani».

LA PERCEZIONE DEL COMPARTO
I termini principali associati alla parola “metalmeccanica”. (Fonte: ricerca Assolombarda)

L’uomo, l’impresa, l’ingegno e l’universo di riferimento sono i quattro pilastri della nuova narrazione, che si snoderà attraverso più iniziative, a partire da un sito internet dedicato e un nuovo logo, un mix di ingranaggi e connettività che sintetizza i nuovi percorsi hi-tech delle aziende. All’iniziativa “Qui si Fabbrica” di Assolombarda si aggiunge poi una sessione ad hoc di Orientagiovani dedicata alla meccatronica mentre l’analisi quali-quantitativa dell’universo di riferimento (16mila le aziende locali del comparto, il 10% dell’intero Paese) si concretizzerà in avvio di 2018 con il Rapporto di Comunità Meccatronica di Assolombarda. L’investimento in termini di immagine è però più ampio, e prevede anche uno spot realizzato in collaborazione con la fondazione Pubblicità Progresso: «c’è un gap da colmare nel racconto di questo settore – spiega il presidente Alberto Contri – e noi abbiamo accettato volentieri questa sfida».

“Passaggi” televisivi a cui si aggiunge uno spettacolo teatrale (L’importanza di chiamarsi Meccatronici), ieri rappresentato al Piccolo di Milano, un modo per utilizzare i linguaggi della scrittura (con brani di Levi e Saramago), della danza e della recitazione provando ad incuriosire e avvicinare a questo mondo soprattutto i giovani. «Rispetto alla fabbrica – spiega il direttore generale di Federmeccanica Stefano Franchi – ci sono ancora troppi stereotipi. E invece occorre spiegare che si tratta non solo di un luogo che produce valore, grazie a competenze e tecnologia. Ma anche “valori”,come inclusione, responsabilità, coinvolgimento. Le fabbriche sono in fondo anche il luogo del “bello”, nostro compito è farlo capire, aiutare a diffondere una cultura nuova e positiva».

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