L’assalto delle Pmi cinesi a Firenze: 500 imprenditori a convegno

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By Federdat Maggio 16, 2017 08:24 Updated

L’assalto delle Pmi cinesi a Firenze: 500 imprenditori a convegno

Sarà uno dei più grandi raduni di imprenditori cinesi che l’Italia abbia mai ospitato: più di 500 si ritroveranno a Firenze tra pochi giorni, a fine maggio, per discutere di collaborazione economica italo-cinese, nuove rotte dell’export, sviluppo del commercio elettronico e della logistica. L’anno scorso il convegno, organizzato dall’European association of chinese entrepreneurs, si era tenuto a Lisbona, nel 2015 a Parigi. La particolarità dell’appuntamento è che i partecipanti sono imprenditori cinesi che vivono in Europa, dove hanno fondato o acquisito aziende in Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Lussemburgo, perlopiù nei settori alimentare, moda, beauty, ecommerce, logistica e media.

Non si tratta dei grandi gruppi orientali che controllano marchi di alta gamma, ma di quella schiera di piccole e medie imprese cinesi d’Europa, che fatturano da 10 a 200 milioni di euro e che si trovano a fare i conti con problemi comuni alle Pmi nostrane. «Tra gli oltre 500 partecipanti, che rappresentano le migliori aziende cinesi in Europa, ci saranno più di 30 ceo di gruppi specializzati in ecommerce e logistica», spiega Liu Ruo Jin, presidente dell’associazione europea degli imprenditori cinesi che ha sede a Parigi e conta un centinaio di soci. Il commercio elettronico e la logistica assumono importanza anche per l’obiettivo diventato strategico per le aziende cinesi d’Europa: esportare i prodotti made in Europe sul grande mercato cinese.

«Le imprese cinesi sono in una fase di transizione – spiega Liu Ruo Jin – perché stanno passando dall’epoca in cui importavano prodotti cinesi in Europa a quella in cui puntano a promuovere i prodotti europei verso il mercato cinese; e non solo in modo tradizionale ma attraverso l’ecommerce».
È per questo che al convegno di Firenze si parlerà di come introdurre i prodotti europei nel mercato cinese; come sviluppare l’ecommerce e la logistica; come spingere la collaborazione economica tra le imprese cinesi ed europee. E di certo aleggerà il tema dell’attribuzione alla Cina dello status di economia di mercato (il Parlamento Ue si è espresso duramente, la Commissione europea ha avviato la procedura legislativa per istituire misure antidumping), che spaventa molti imprenditori italiani per il rischio di aprire la strada al dumping incontrollato.
L’European association conta sulla presenza al convegno dell’ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, atteso insieme al console di Firenze Wang Puguo; al sindaco Dario Nardella; al direttore della Jinan University di Canton, Lin Rupeng; e alla stilista di alta moda cinese Guo Pei. Dalle istituzioni italiane e europee gli imprenditori cinesi si aspettano sostegno: «Speriamo di velocizzare le pratiche dell’export – dice il presidente Liu Ruo Jin – e di stringere collaborazioni commerciali». Nella sala dell’hotel fiorentino Conference non mancheranno naturalmente gli imprenditori cinesi di Prato e di Firenze, che formano una delle più grandi comunità d’Europa, e che in Toscana hanno fondato aziende attive soprattutto nella moda ma anche nei servizi, come il tour operatore Huayi Viaggi di Prato che ha organizzato tutto l’incoming.

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