L’altra Italia del turismo: sul Lago d’Orta i migranti trovano asilo

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By Federdat Agosto 28, 2017 16:27 Updated

L’altra Italia del turismo: sul Lago d’Orta i migranti trovano asilo

Ci sono diverse italie. Anche nel turismo. Anche nell’estate dei record delle vacance in Italia. C’è l’Italia di Cervia, c’è quella di Portofino e c’è l’Italia di Orta, in provincia di Novara.

Orta che con appena 1.200 abitanti conta «circa 90mila presenze annue e oltre 200mila visitatori» da mordi e fuggi, come sottolinea il sindaco Giorgio Angeleri. Orta che Guido Piovene nel suo memorabile Viaggio in Italia definisce, «con le rive selvose, l’isola di San Giulio, la sua piccola basilica medievale», il lago «forse più suggestivo d’Italia».

Orta non ha avuto particolari problemi ad accogliere un centinaio di migranti e a ospitarli in una struttura non utilizzata. «Ne abbiamo parlato come comunità – sottolinea il primo cittadino – ragionato con gli studenti e proprio da loro è arrivata una riflessione che mi ha colpito: può essere un arricchimento, hanno detto». Altro che Codigoro o Goro. «Abbiamo una spiccata vocazione turistica – dice Angeleri – ma siamo una comunità, con le sue discussioni e i suoi litigi, ma anche i pregi di un paese vivo». E la stagione turistica premia il piccolo lago diviso tra le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola: ai classici tedeschi, olandesi, francesi, inglesi, si stanno ora aggiungendo americani, giapponesi e australiani. «Siamo sempre più nei circuiti internazionali, ma, grazie anche al fatto di essere stati tra i borghi più belli d’Italia, al film di Tornatore La Corrispondenza, e alla presenza dello chef Antonino Cannavacciuolo, stanno aumentando molto anche i turisti italiani».

E i migranti? «Sono qui – conferma il sindaco – e molti si sono resi disponibili e sono stati coinvolti in lavori e attività di manutenzione».

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