L’acciaio Lucchini prospera nel ferroviario

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By Federdat Giugno 20, 2017 12:07 Updated

L’acciaio Lucchini prospera  nel ferroviario

Negli ultimi cinque anni è cresciuta macinando utili, allargandosi in Belgio, Austria, Regno Unito, e confermando l’enorme potenziale dela siderurgia italiana di qualità. La Lucchini Rs di Lovere, in provincia di Bergamo, produce prodotti siderurgici in acciaio: ruote, assili, sale montate e carrelli. L’azienda, l’unica realtà dell’omonimo colosso siderurgico degli anni Ottanta che è rimasta di proprietà della famiglia bresciana, chiude il 2016 con un ebitda margin del 18,3%, e un utile netto di 37,1 milioni, a fronte di un fatturato di circa 390 milioni di euro, di cui il 79% realizzato all’estero.

Gran parte della crescita del gruppo (oltre 2mila dipendenti, di cui circa 600 all’estero) è legata allo sviluppo sui mercati internazionali, strategia che l’azienda sta portando avanti anno dopo anno, un passo alla volta. L’anno scorso il gruppo ha ulteriormente consolidato la sua presenza internazionale, avviando a novembre lo stabilimento industriale di Lucchini South Africa, a Joahannesburg, con la localizzazione della fase di finitura e controllo delle ruote ferroviarie (11,4 milioni il fatturato e risultato negativo per 0,4 milioni l’anno scorso). Tra le divisioni estere, cresce ancora il peso della collegata cinese Zhibo Lucchini Railway equipment, che ha realizzato nel 2016 49,7 milioni di euro e un fatturato di 323 milioni. Lucchini Unipart rail, jv inglese con il gruppo Unipart rail, chiude con un utile di 6 milioni, per Lucchini sweden l’utile invece è di 1,8 milioni a fronte di un calo dei volumi del 15 per cento.

Risultati negativi invece per Lucchini per Lucchini Poland (a causa di criticità commerciali), per Lucchini Central Europe (perdita di 0,3 milioni legata al competamento della fase di avviamento) e per la belga Lbx (-0,5 milioni, attribuibili al riposizionamento commerciale della società). Infine Lucchini Mamè Forge, recente joint venture realizzata nel settore delle forge e dei fucinati con sede a Cividate Camuno (Bs) ha chiuso in perdita il primo bilancio, un risultato che rispecchia, secondo l’analisi della società, un mercato particolarmente negativo. Dopo i primi mesi del 2017 ancora negativi la società sta però migliorando la performance commerciale ed economica.

La crescita internazionale del gruppo non termina qui. La società è intenzionata a proseguire nel solco dello sviluppo della presenza globale, strategia che si accompagna alla ricerca di ulteriori margini di efficienza, produttività, riduzione dei costi, sviluppo della produzione e delle soluzioni offerte verso settori sempre più innovativi, con un focus particolare sul servizio ai clienti. Per quanto riguarda i conti, «sulla base delle previsioni e alla luce del portafoglio acquisito – si legge in una nota della società – si ritiene che il fatturato nel corso dell’anno possa avere un andamento stabile, con l’obbiettivo di mantenere un una posizione nei settori di riferimento e un risultato positivo in linea con quello del 2016».

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