La Ue bacchetta la Moldavia: «Stop al falso prosecco»

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By Federdat Aprile 20, 2017 09:40 Updated

La Ue bacchetta la Moldavia: «Stop al falso prosecco»

Il Prosecco è denominazione protetta nell’accordo di associazione Ue-Moldavia e la Commissione europea si aspetta che le autorità moldave «prendano le misure necessarie a garantirne la tutela completa». Al centro della contesa c’è sempre la tutela del nostro prodotto Doc e un’etichetta – “Prosecco Pronto” – utilizzata in Moldavia dalla Bulgari Winery, azienda che, nonostante una strenua opposizione intrapresa nel 2014 dal consorzio italiano, si è vista comunque riconoscere, l’anno scorso, da un tribunale locale, la possibilità di registrare il proprio marchio .

La questione, prosegue la Commissione Ue, «è stata affrontata direttamente con le autorità moldave e discussa nell’ultima riunione del Consiglio di associazione Ue-Moldavia del 31 marzo scorso, nel corso della quale la Commissione ha espresso la sua preoccupazione per i recenti sviluppi giudiziari, incoraggiando le autorità moldave a prendere tutte le misure necessarie per garantire l’effettiva tutela di questa indicazione geografica».

Sulla vicenda aveva presentato un’interrogazione scritta, a fine marzo, anche l’europpasrlamentare democratico, Paolo De Castro : «L’azienda moldava Bulgari Winery – aveva detto – produce vini etichettandoli “Prosecco pronto” in palese contrasto con l’accordo di Lisbona e quello bilaterale tra Moldavia e Ue sulla protezione delle Indicazioni geografiche. Nonostante un primo intervento della Commissione, la tutela continua ad essere negata. In primo grado i giudici moldavi hanno eccepito la genericità della denominazione «Prosecco». Il ricorso in appello, promosso dal Consorzio della Doc Prosecco, con l’ufficio marchi moldavo Agepi, è stato giudicato inammissibile per vizio formale». Data la palese “usurpazione” del marchio, ha concluso De Castro, come la Commissione intende tutelare il marchio e fare rispettare gli acordi sottoscritti dalla Moldavia?

La Commissione, informata del contenzioso, si è impegnata — tramite una lettera cofirmata dai commissari Ue Malmström e Hogan — a risolvere la questione. Il primo ministro Pavel Filip, incontrando proprio Malmstrom a Bruxelles, si è detto certo che «sarà presto trovata una soluzione
positiva al problema».Quale? per ora non è dato sapere.

Quello che si sa è, come ha detto qualche tempo fa Stefano Zanette, presidente del Sistema Prosecco (che mette insieme i 3 consorzi italiani della “galassia Prosecco”), secondo i dati dell’Icqrf (l’Ispettorato centrale per la repressione delle frodi del ministero dell’Agricoltura) , dal 1° dicembre 2014 a fine 2016 sono stati segnalati 530 siti web, ditte ed inserzioni pubblicitarie irregolari per la vendita di falsi vini Prosecco, da Germania, Regno Unito, Polonia, Olanda, Austria, Irlanda, Svizzera, Croazia, Danimarca, Romania e Spagna. Le illegalità si sono state riscontrateper lo più sul web e riguardano la vendita di “falso Prosecco alla spina”, “falso Prosecco in lattina” e “Falso Prosecco rosè”. Mercati di destinazione, soprattutto Usa, Germania, Polonia e Gran Bretagna.

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