La «Tecno-Sabatini» piace alle Pmi

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By Federdat Maggio 2, 2017 07:38 Updated

La «Tecno-Sabatini» piace alle Pmi

Un’iniezione di fiducia verso il proprio domani, il bisogno di restare agganciati all’inarrestabile treno dell’innovazione continua, la voglia di recuperare il tempo perso nell’ultimo decennio quando il solo pensiero di rinnovare il parco dei beni strumentali trovava una serie di incagli, dal calo a due cifre delle vendite al credit crunch senza dimenticare l’assenza di incentivi e bonus.

Ora per le Pmi è più facile percorrere la via del rinnovamento di macchinari e attrezzature con l’aiuto di provvedimenti come la Nuova Sabatini i cui effetti si possono cumulare, con i necessari prerequisiti, al super e l’iper-ammortamento. Nel caso della prima il flusso di richieste che stanno arrivando al Mise sta diventando sostenuto. Alle quasi duemila imprese che a marzo, il primo mese per presentare la domanda, hanno prenotato il contributo nel corso di aprile si sono aggiunte altre tremila aziende con un aumento di oltre il 50 per cento. Ancora più significativa la performance segnata dagli importi prenotati che nel mese scorso ha complessivamente raggiunto i 63 milioni contro i 36 di marzo: è un secco +75 per cento.

Per quanto riguarda i finanziamenti alle Pmi di banche e intermediari finanziari come, per esempio le società di leasing, ad aprile si è arrivati a un totale di 726 milioni contro i 468 del mese precedente con un balzo di poco superiore al 50 per cento. Si assottiglia così il plafond disponibile che prevede per quest’anno uno stanziamento complessivo di quasi 944 milioni.

In un ottica di industria 4.0 un quinto dei fondi è destinato agli investimenti in tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. In questo ambito sono già stati allocati contributi per circa 22 milioni di euro, il 17% del prenotato. È quanto emerge dai dati aggiornati ad aprile forniti dal Mise che fissa a complessive 6.582 domande presentate mentre i contributi prenotati superano i 130 milioni.

LA FOTOGRAFIA
L’andamento di domande e contributi per la tecno-Sabatini. (Fonte: Mise)

Segnali confortanti che rafforzano lo scatto in avanti della fiducia delle imprese e il ritorno della domanda interna di macchine utensili che, secondo i dati diffusi giovedì scorso da Ucimu-Sistemi per produrre, nel primo trimestre vede un +22 per cento.

Il bazooka della Tecno Sabatini è stato caricato dalla Finanziaria 2017 con un piano di rifinanziamento che complessivamente raggiunge i 560 milioni al 2023. Agli ulteriori 28 milioni di euro resi disponibili quest’anno si sommano 84 milioni per il 2018, di 112 milioni per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, di 84 milioni per l’anno 2022 e di 28 milioni per l’anno 2023. Una visione di lungo periodo

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