La rivoluzione dei microsatelliti parla italiano con la pugliese Sitael

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By Federdat Agosto 31, 2017 08:36 Updated

La rivoluzione nel mondo dei satelliti prende il via dalla Puglia e decollerà, nel vero senso della parola, tra pochi mesi: entro il primo trimestre 2018. Per allora è infatti prevista la messa in orbita del primo microsatellite dotato di un innovativo sistema di propulsione destinato a cambiare il settore, ampliando le possibilità di impiego, tagliando i costi rispetto alle tecnologie attuali e con un occhio di riguardo non indifferente verso l’ambiente: i motori infatti saranno elettrici anziché spinti dalle tradizionali miscele di carburanti fossili.

Microsatellite e propulsione sono stati progettati e realizzati da Sitael, azienda del gruppo Angelo Investments con circa 350 dipendenti (età media di poco più di 30 anni ) tra il quartier generale di Mola di Bari, Pisa, Forlì e Salonicco. In queste sedi, dove per una volta «i cervelli rientrano in Italia o ci vengono appositamente da altri Paesi, come Francia e Germania, oltre a India o Iran» spiega l’amministratore delegato Nicola Zaccheo, e dove Sitael «investe regoalmente il 12% del turnover in ricerca e sviluppo», è stata sviluppata e testata la tecnologia che consentirà ai satelliti in miniatura (un microsatellite pesa meno di 100 kg invece della tonnellata minima di quelli usuali. Per capirci, alcuni satelliti raggiungono anche le quattro tonnellate di peso) di orbitare a una quota molto bassa, compresa tra i 160 e i 250 km – contro i 700-900 km abituali – risolvendo il problema del carburante necessario a correggere continuamente l’orbita sottoposta all’effetto della gravità terrestre. «I microsatelliti sono dotati di motori elettrici alimentati a energia solare» sintetizza Zaccheo.

Il sistema, chiamato Ram-Ep si basa anche sull’utilizzo di flussi di particelle di gas presenti in atmosfera a una quota relativamente bassa. Un sistema testato con successo nella sede di Pisa dell’azienda «nella “camera a vuoto” più grande d’Europa, la terza al mondo per dimensioni ma la prima per il livello di vuoto (la capacità di creare le condizioni più vicine possibili a quelle dello spazio, ndr) che è possibile generale» spiega l’ad di Sitael.

Il sistema sviluppato dalla società pugliese riduce i costi rispetto ai satelliti tradizionali e allunga la vita in orbita ampliando la gamma di applicazioni, soprattutto nel campo delle osservazioni e della raccolta di dati, più semplici e migliori a bassa quota.

Il debutto del microsatellite Sitael avverrà anche con il primo lancio commerciale operato da Virgin Orbit, la divisione aerospaziale dell’impero creato da Richard Branson, che impiegherà un particolare lanciatore montato su un Boeing. L’accordo è stati siglato di recente proprio da Zaccheo che ora annuncia anche come dopo il primo lancio «Sitael ha già una serie di contratti per la messa in orbita di altri microsatelliti». Tra i partner sia l’Agenzia spaziale italiana sia quella europea. Il microsatellite che verrà lanciato a inizio 2018 resterà in orbita circa tre anni, poi verrà “deorbitizzato”: rientrerà in atmosfera disintegrandosi ed evitando, così, di andare a ingrossare la già consistente mole di rifiuti alla deriva nello spazio.

L’azienda, intanto, guarda già avanti: «Stiamo approntando un mini satellite – spiega Nicola Zaccheo – una piattaforma innovativa, con un peso di circa 200 kg, in grado di ospitare una vasta gamma di apparecchiature. Lo lanceremo nel 2019». Una tempistica molto serrata, decisamente più rapida rispetto ai tempi abituali dell’aerospazio. Ma anche un’esigenza legata allo sviluppo del settore che sta conoscendo una crescita, anche commerciale, sempre più importante. Crescita che, del resto, riguarda anche direttamente Sitael: «Sette anni fa avevamo 30 dipendenti – ricorda l’amministratore delegato – oggi siamo circa 350 e nei prossimi cinque anni prevediamo di arrivare a un migliaio».

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