La rivoluzione americana messa sotto vetro dalla milanese Goppion

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By Federdat Aprile 28, 2017 13:04 Updated

La rivoluzione americana messa sotto vetro dalla milanese Goppion

Un’altro successo per il made in Italy hi-tech oltreconfine. Dopo i cristialli speciali realizzati per proteggere capolavori assoluti come la Gioconda o la Pietà Rondanini, ora l’azienda milanese Goppion è stata chiamata a fornire tredici vetrine speciali per l’allestimento del Museo della Rivoluzione americana di Philadelphia. In quello che è un monumento alla nascita degli Stati Uniti, sono custoditi migliaia di reperti: oggetti, opere d’arte, manoscritti e volumi a stampa, raccolti a partire da oltre un secolo fa grazie alla passione di un ministro che diede vita a una raccolta fondi in tutto il paese per acquistare la tenda utilizzata da George Washington.

Oggi l’istituzione ha chiesto all’azienda di Trezzano sul Naviglio – guidata dal cavaliere del Lavoro Alessandro Goppion – la fornitura di una serie di teche speciali per contenere una parte dei cimeli esposti. «Le vetrine – spiegano dall’azienda milanese – sono state parzialmente pre-montate nel laboratorio di Trezzano e spedite poi via container a Philadelphia. Le dimensioni particolari hanno richiesto un elaborato piano di movimentazione logistica e il lavoro di oltre due mesi da parte di una squadra specializzata per l’assemblaggio e l’installazione».

Come detto, questa non è la prima impresa hi-tech al servizio dell’arte con protagonista l’azienda lombarda. Nel 2015 Goppion è stata impegnata con la bolognese Reglass (di Minerbio) nel progetto per la protezione della Pietà Rondanini di Michelangelo. Un intervento voluto dal Comune di Milano in collaborazione con il Politecnico del capoluogo lombardo in occasione della collocazione della statua al Castello Sforzesco.

Un curriculum – se così si può dire – di altissimo livello quello dell’azienda milanese che tra i suoi interventi vanta anche la fornitura di cristalli speciali per proteggere la Gioconda al museo del Louvre, a Parigi, e altri capolavori. La protezione in cristallo multistrato e ultra trasparente, a prova di terremoti e terroristi, che protegge la Gioconda nella Sala degli Stati del Louvre è, infatti, solo una delle realizzazioni per le quali Goppion viene richiesta in tutto il mondo. Suo ancora il sistema di protezione della Porta Nord del Battistero di Firenze, l’opera di Lorenzo Ghiberti e restaurata dall’Opificio delle Pietre dure è custodita da un vetro extrachiaro antiriflesso di 4 metri per 6 (la massima dimensione presente sul mercato).

«La preziosità e la delicatezza della porta ha richiesto condizioni di tenuta eccezionali, in grado di garantire una stabilizzazione dell’umidità relativa al di sotto del 15%, per evitare l’ossidazione delle parti dorate» fanno sapere dall’azienda. Ma l’azienda milanese protegge anche altre icone del patrimonio culturale dell’umanità, come la Venere di Milo, l’Uomo Vitruviano, i Rotoli del Mar Morto e reperti inestimabili al museo egizio di Torino.

Goppion nasce a Milano nel 1952 e oggi conta una cinquantina di dipendenti, altrettanti artigiani specializzati e una rete di collaboratori. Il fatturato 2016 si è attestato circa sui 20 milioni di euro, grazie anche a un trend di crescita costante negli ultimi anni, favorito dalla scelta strategica di investire tra il 10 e il 15% dei ricavi in ricerca e sviluppo: uno sforzo che sta premiando visto che il 95% del giro d’affari l’azienda di Trezzano sul Naviglio lo realizza all’estero; come dimostrano anche le innumerevoli commesse tra le quali quella del museo della Rivoluzione americana è solo una delle ultime.

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