La meccanica italiana cresce in Africa

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By Federdat Agosto 14, 2017 12:31 Updated

La meccanica italiana cresce in Africa

Una commessa da 23 milioni di dollari per due termopropulsori destinati alla prima raffineria petroliferia della Nigeria. Atb Riva Calzoni, azienda di Brescia attiva nella produzione di componenti elettromeccanici per il settore energy e oil&gas rafforza la sua presenza sul mercato africano grazie al supporto di Unicredit e Sace e mette la firma su un progetto che, una volta in funzione (l’avvio è atteso per il 2019) produrrà fino 1 650mila barili al giorno. Un’operazione strategica: secondo le previsioni di Sace, controllata da Cdp, la Nigeria può rappresentare un mercato di futuro interesse per la meccanica strumentale italiana, con una previsione di crescita del 2-3% nei volumi d’acquisto. Le ultime rilevazioni di Federmacchine segnalano, nel 2016, un incremento del 3,4% dell’export di beni strumentali in Africa, per un controvalore di 1,362 miliardi di euro. Il primo cliente è l’Algeria (+2,6%), seguita dall’Egitto (+2,9%) e dal Sud Africa, con una crescita del 31,1% rispetto all’anno precedente.

Attiva nella progettazione e realizzazione di componenti e apparecchiature elettromeccaniche per i settori petrolifero, petrolchimico e idroelettrico, Atb Riva Calzoni è presente, oltre che in Italia, in Malesia, Etiopia, Colombia, Marocco. Fin dalla sua fondazione, si è posta come obiettivo lo sviluppo della propria attività sui mercati internazionali, offrendo prodotti in grado di soddisfare le esigenze complesse e diversificate del mercato idroelettrico e dell’industria petrolchimica e petrolifera.

«Il processo di internazionalizzazione che abbiamo intrapreso in questi anni ci porta sempre più frequentemente a operare in nuovi mercati, in Paesi caratterizzati da contesti socio-economici e politici complessi nei quali è necessario operare con strumenti finanziari strutturati ed opportunamente garantiti – spiega Carlo Scolari, Cfo di Fintro Spa, holding del gruppo Trombini di cui fa parte Atb Riva Calzoni -. Fondamentale in questo scenario è il ruolo di Sace, già nostro partner in Mozambico: grazie alla collaborazione con UniCredit, Sace ci ha permesso di costruire l’intera operazione finanziaria e di affrontare questo nuovo progetto in Nigeria».

Con il supporto assicurativo-finanziario di Sace – che insieme a Simest costituisce il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cdp – e UniCredit, Atb Riva Calzoni si è aggiudicata, come detto, una commessa da 23 milioni di dollari per la produzione e l’installazione di due termopropulsori destinati alla Dangote Refinery, prima raffineria petrolifera privata della Nigeria che entrerà in funzione nel 2019 con una capacità produttiva di 650mila barili al giorno.

Attraverso i rispettivi presidi di Brescia, Sace e UniCredit hanno fornito ad Atb Riva Calzoni le garanzie richieste dal cliente nigeriano per l’esecuzione della commessa, per un importo complessivo di 23 milioni di dollari, a cui si aggiungono i servizi a protezione dei rischi di natura politica forniti da Sace.
Con questa operazione, UniCredit consolida il proprio sostegno al processo di internazionalizzazione dell’azienda, avviato mediante la concessione di una linea di credito dedicata alla fornitura di impianti sui mercati esteri.

Sace conferma l’impegno a supportare la meccanica strumentale italiana nel mercato subsahariano, che presidia attraverso gli uffici di Johannesburg e Nairobi. Secondo le previsioni del nuovo Rapporto export di SACE – l’export italiano in Nigeria crescerà del 3,5% nel triennio 2018-2020 grazie alla ripresa dell’economia, dopo una recessione legata soprattutto all’andamento dei prezzi delle materie prime. Il miglioramento delle condizioni economiche porterà a una maggiore disponibilità di valuta per le imprese e le banche locali, alimentando così gli acquisti di macchinari dall’Italia, per cui è prevista un’accelerazione tra il 2 e il 3%.

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