La crisi Alitalia mette a rischio l’indotto campano

Federdat
By Federdat Maggio 20, 2017 12:48 Updated

La crisi Alitalia mette a rischio l’indotto campano

Venti di crisi sul polo aeronautico campano. Le imprese denunciano tagli alle commesse da parte di Leonardo che rischiano di mettere in ginocchio il settore. Mentre la crisi di Alitalia finisce per infliggere colpi soprattutto al comparto della manutenzione e in primis ad Atitech.

In soli tre mesi, infatti, le commesse di Alitalia per Atitech (con un fatturato di 60 milioni) sono crollate. Il 3 luglio scadrà la cassa integrazione per circa 200 dipendenti. Cosicchè impresa e sindacati sono in forte allarme e chiedono l’intervento del governo. Gianni Lettieri, presidente di Atitech dice: «Il Governo nell’affrontare il caso Alitalia deve tener conto anche delle aziende collegate, come Atitech e le altre dell’indotto. I tre commissari, che hanno grandi capacità, devono considerare Alitalia come un sistema». E aggiunge: «Non si può continuare a ignorare gli accordi siglati con il governo nel 2009. L’Italia ha bisogno di un polo di manutenzioni alla pari con gli altri Paesi europei».

Preoccupazioni condivise dalla Regione Campania: ieri l’assessore allo Sviluppo Amedeo Lepore e l’assessore al Lavoro Sonia Palmeri hanno chiesto un incontro al Governo per discutere di Atitech e del polo aeronautico. E il sindacato rincara: «Alitalia paghi i suoi debiti e il governo proroghi la Cassa integrazione per dar tempo all’azienda di acquisire commesse da altri player», chiariscono Giovanni Aruta, della Fit Cisl e Francesco Grifo della Fim Cisl.

«Dieci anni fa – ricorda Lettieri – dopo la cessione di Alitalia, sollecitato dal governo , in quanto allora ero presidente degli industriali di Napoli, promossi la costituzione di una cordata, poi con Meridie rilevai la maggioranza del capitale di Atitech investendo 12 milioni». Ponendo alcune condizioni. Lettieri le elenca: «Un contratto in esclusiva con Alitalia di cinque anni rinnovabile per altrettanti; la possibilità di utilizzare ammortizzatori sociali, il recupero di un credito di Atitech di 6 milioni, i sostegni di governo e regione per far decollare un polo delle manutenzioni aeronautiche».

Lettieri, (da qualche settimana nell’occhio del ciclone anche per un sequestro di 350 mila euro disposto dalla Guardia di Finanza ai danni di Atitech per una questione di fatture del 2011 ritenute inesistenti, su cui l’azienda ha fornito regolare documentazione) conclude: «Il credito di 6 milioni non è stato onorato, anzi ad oggi Atitech vanta altro credito per 5 milioni, il contratto è stato rinnovato ma a costo di un contributo di 2,5 milioni, il polo delle manutenzioni che doveva estendersi anche a Fiumicino non è mai decollato». Dei 526 dipendenti circa 200 sono in Cig straordinaria fino al 3 luglio.

Intanto, dal 1º giugno 2015, Atitech Manufacturing, anch’essa controllata da Manutenzioni Aeronautiche srl, ha rilevato il ramo d’azienda di Alenia Finmeccanica di Capodichino Nord, da dedicare alla manutenzione di velivoli. Nell’impianto sono previsti investimenti per 10 milioni. Atitech oggi sostiene che «non è stata raggiunta intesa con Leonardo su trasferimento del sito produttivo e sanatoria urbanistica» , ribadisce che intende portare avanti il progetto ma in attesa della soluzione, dichiara «l’avvio della Cig».

La crisi non finisce alla Atitech. Giovanni Abete, alla guida del gruppo omonimo, che produce componenti per i principali player mondiali, mostra le sue preoccupazioni. «Sono stati messi in discussione tutti i rapporti di fornitura – spiega – le commesse si sono ridimensionate in valore anche del 40%. Non è stato possibile in breve compensare con altri ordini e clienti». E Aquilino Villani, di Omi, aggiunge: «C’è bisogno di nuovi programmi e commesse durature».

© Riproduzione riservata

Argomenti:
Federdat
By Federdat Maggio 20, 2017 12:48 Updated