La app della Protezione civile contro le calamità in Calabria

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By Federdat Agosto 1, 2017 07:05 Updated

La app della Protezione civile contro le calamità in Calabria

Una colonna di fumo in lontananza, incendi appena divampati, persone in pericolo, aree devastate da un’alluvione: la Protezione civile della Regione Calabria procederà tempestivamente. Nella sala operativa in via degli Stadi a Cosenza, i tecnici tengono sotto controllo il territorio con il contributo di EasyAlert, una App per Android e IOS che consente da oggi ai cittadini di segnalare in tempo reale eventi calamitosi e di trasmettere le informazioni alla struttura regionale, aperta 24 ore su 24. L’idea, nata all’interno della Protezione civile calabrese, è stata realizzata con fondi europei e sviluppata da Fastweb. Il collaudo tecnico è durato un anno.

Incendi, frane, alluvioni, terremoti e tsunami, oppure ostacoli alla viabilità, nevicate, mareggiate, venti (situazioni di allarme), saranno immediatamente geolocalizzati: gli utenti che scaricano la App e procedono alla registrazione potranno chiedere aiuto e segnalare situazioni d’emergenza inviando una foto e un testo che racconti lo scenario o indichi le vittime (max 500 caratteri) direttamente alla sala operativa. «A questo punto inizia una fase più complessa – spiega Carlo Tansi, capo della Protezione civile calabrese – che ha richiesto anche un periodo di formazione interna avanzata. Il tecnico responsabile di turno dovrà valutare la gravità della segnalazione e gestirla, condividendo le informazioni con tutta la rete dei soccorsi, a partire dalle altre cinque sale operative presenti sul territorio regionale, comprese le associazioni di volontariato, ed eventualmente i Vigili del fuoco, Forze dell’Ordine, Prefetture, Crocerossa. In caso di calamità gravi si avrà contezza di tutto quello che succede nelle aree interessate».

Le informazioni vengono condivise su una piattaforma digitale (Websor), sulla quale sono inseriti i dati relativi agli interventi effettuati e programmati, ai mezzi di soccorso sul posto, al personale impegnato. Indicate anche tempistiche, grado di criticità e conclusione dell’emergenza.
L’obiettivo di Tansi, geologo del Cnr, che ha trasformato la Protezione civile regionale con un radicale rinnovamento tecnologico ed infrastrutturale (utilizzando tutte risorse umane calabresi), è di rendere più efficienti e rapidi i soccorsi, anche aggiornando di continuo i 2500 volontari dei presidi regionali, e allo stesso tempo modificare l’approccio della popolazione al rischio sismico e idrogeologico: «Non servono gli scongiuri, è necessario che la gente sappia come comportarsi in caso di emergenza». La gestione delle calamità naturali è anche un problema culturale. Si chiama previsione e prevenzione.

È per questo che la Protezione civile ora spinge sui Piani comunali di emergenza: «All’inizio del mio mandato solo il 53% dei comuni in Calabria aveva un proprio documento. E i contenuti in molti casi erano imbarazzanti». Non solo un copia e incolla generalizzato da comune e comune (tutti con la stessa viabilità, le stesse piazze, la stessa conformazione urbanistica): alcuni indicavano il rischio tsunami a 1000 metri sul livello del mare. «D’accordo con la Regione abbiamo disposto di subordinare la concessione dei finanziamenti per gli adeguamenti sismici solo a quei comuni che avessero un piano adeguato. Oggi sono l’84 per cento». Ed entro un mese saranno tutti online. A quel punto partirà una nuova App: EasyPlan permetterà di consultare i Piani comunali dei 409 comuni calabresi (anche offline) e di conoscere vie di fuga, zone di atterraggio degli elicotteri, aree di attesa, di ammassamento e di conforto. «Presto doteremo i comuni anche di una nuova cartellonistica – conclude Tansi – per segnalare nei luoghi fisici di borghi e città tutte le aree di emergenza». E non è poca cosa in una regione fra le più esposte al rischio sismico di livello elevato e a quello idrogeologico, fortemente condizionato dall’azione dell’uomo.

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