Italia davanti a Germania e Francia negli scambi marittimi mediterranei

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By Federdat Aprile 1, 2017 15:11 Updated

Italia davanti a Germania e Francia negli scambi marittimi mediterranei

È l’Italia ad avere il valore più elevato di scambi marittimi con il Mediterraneo, davanti a competitor importanti, come Germania e Francia. A sancirlo è la newsletter Ports Indicator 2017 pubblicata da Assoporti e Srm, il centro sudi di Intesa Sanpaolo.

In particolare, si legge nello studio, che fotografa il 2016, il nostro è «il primo Paese per valore della merce in import-export via mare con l’area Mena (Medio Oriente e Nord Africa, Turchia compresa, ndr), con 51,2 miliardi di euro, sebbene registri un calo nell’ultimo anno, al pari dei suoi principali competitor». Seguono la Germania, con 44,7 miliardi; la Francia con 38,3 miliardi; la Spagna, con 38,2; l’Olanda con 20,6; la Grecia con 9,6 miliardi.

Per quanto riguarda le sole esportazioni, l’Italia è seconda «per valore della merce esportata nell’area (ogni tonnellata in export vale 1.328 euro, circa il triplo rispetto al valore della merce importata), dopo la Germania (2.544 euro).

Il Mediterraneo, peraltro, prosegue il report, «rappresenta un’area strategica per le relazioni commerciali italiane. A settembre 2016, l’import-export via mare tra l’Italia e l’area Mena (Turchia inclusa) sfiora i 40 miliardi di euro. Il commercio marittimo rappresenta l’80% dell’interscambio commerciale tra l’Italia e l’area Mena. Nel 2016 la Turchia si è confermata il principale partner dell’Italia (8,6 miliardi) in crescita sull’anno precedente (+0,7%); seguono Arabia Saudita e Tunisia».

L’Italia risulta poi al primo posto nello short sea shipping (navigazione a corto raggio) nel Mediterraneo, con 216 milioni di tonnellate di merce (nel 2015, ultima rilevazione effettuata), pari al 36% del totale e con un incremento del 6% sull’anno precedente. Il Paese «conferma anche la propria leadership mondiale per la flotta Ro-Ro destinata a questo tipo di trasporto, con oltre 5 milioni di tonnellate di stazza lorda».

Nel trasporto marittimo a corto raggio, in generale, invece, l’Italia, «con circa 272 milioni di tonnellate di merce scambiata, risulta seconda, dopo l’Olanda, tra i Paesi europei considerati, con un incremento del 4%». Lo studio specifica però che, tra i Paesi non inclusi nell’analisi, il Regno Unito riesce a fare meglio dell’Italia (ed è l’unico). Il dato in tonnellate appare in crescita rispetto al 2014 (262 milioni di tonnellate) ma in calo rispetto al 2010 (circa 310 milioni) e al 2005 (oltre 320 milioni): allora l’Italia era ben più avanti dell’Olanda.

Per quanto riguarda, poi, il traffico e il sistema portuale italiano, lo studio rileva come i nostri porti abbiano movimentato, nel 2016, complessivamente 484 milioni di tonnellate (+1%) e per il quarto anno consecutivo rimangano sopra la soglia dei 10 milioni di teu (container da 20 piedi).

Al primo posto, per quantità di merce spostata, c’è Trieste, che ha movimentato oltre 59 milioni di tonnellate nel 2016, seguito da Genova, con 50 milioni. Analizzando il traffico per singole categorie, lo studio evidenzia che i porti italiani «gestiscono prevalentemente rinfuse. Il confronto con il 2015 mostra la crescita del 5% delle merci in container, che hanno superato i 110 milioni di tonnellate, e di quelle trasportate su ro-ro (+3,6% pari a 93,6 milioni di tonnellate). Sostanzialmente stabili le rinfuse solide e liquide (70 milioni e 184 milioni rispettivamente)».

Per quanto riguarda la movimentazione dei container, «la performance 2016 è positiva con un +3,3% che corrisponde a oltre 10,5 milioni di teu». In tutto questo, si legge nel report, il Mezzogiorno «continua ad avere un ruolo di rilievo, con una quota del 46% del totale Italia delle merci movimentate e del 50% del ro-ro».

Considerando infine i passeggeri movimentati, comprensivi di quelli dei traghetti, Srm e Assoporti registrano «un +1,5%, pari a 46 milioni, grazie anche al comparto crociere che ha raggiunto i 10,8 milioni di passeggeri».

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