Iperammortamento: corrono gli investimenti 4.0

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By Federdat Giugno 30, 2017 15:29 Updated

Iperammortamento: corrono gli investimenti 4.0

Settecento milioni già erogati, per un investimento medio di 270mila euro. I progetti 4.0 approvati da Intesa Sanpaolo nei primi quattro mesi del 2017 sono già stati oltre 2500, con altre migliaia di domande già acquisite. A differenza di quanto accade per gli incentivi della Sabatini-bis, nel caso dei progetti di Industria 4.0 non esiste un database certo ed esaustivo, ci si deve per ora affidare ad indicazioni indirette o comunque parziali, come l’andamento degli ordini dei costruttori di tecnologie (+13% gli ordini globali dell’area Federmacchine nel primo trimestre), o le statistiche elaborate ad-hoc dalle singole banche.

«Nel nostro caso – spiega Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei territori per Intesa Sanpaolo – stiamo monitorando l’andamento dei progetti che possono accedere ai benefici dell’iperammortamento, e che quindi possiamo ricondurre all’interno del piano Industria 4.0. I segnali sono confortanti, anche perché stiamo parlando della prima parte dell’anno, periodo in cui il mercato è stato ancora in parte alla finestra: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’applicazione della norma sono infatti arrivati con una circolare di fine marzo».

L’istituto di credito registra in Italia in generale una domanda crescente nel credito a medio lungo termine, con sette miliardi di euro erogati alle imprese nel periodo gennaio-aprile. «Rispetto al 2016 – aggiunge Barrese – si tratta di una crescita a doppia cifra. Guardando a quanto sta accadendo nel Paese mi sento di essere moderatamente ottimista: se non ci imbattiamo in shock particolari credo che la fase di crescita possa proseguire e rafforzarsi».

Barrese è a Sovico, alle porte di Monza, ennesima tappa del roadshow progettato insieme a Confindustria per esporre alle imprese i termini dell’accordo quadro realizzatotra la banca e la Confederazione per stimolare e agevolare gli investimenti in innovazione, grazie ad un plafond di 90 miliardi di euro in tre anni.

«Le imprese stanno reagendo in modo adeguato – spiega Alberto Baban, presidente della Piccola Industria di Confindustria – anche se l’auspicio è che il Governo riesca a prolungare i termini temporali degli incentivi. Questo in effetti non è un passaggio come tanti, piuttosto una rivoluzione profonda, che sta cambiando il paradigma della fabbrica e gli stessi business model delle aziende, in cui conterà sempre più il contenuto di servizio. Ecco perché al sistema serve tempo».

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