«Intesa per coordinare i prezzi». L’Antitrust multa per 184 milioni i big del cemento

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By Federdat Agosto 8, 2017 08:55 Updated

«Intesa per coordinare i prezzi». L’Antitrust multa per 184 milioni i big del cemento

L’Antitrust ha multato per oltre 184 milioni complessivi le principali società di vendita del cemento, l’Associazione di categoria Aitec, nonché un rivenditore della Toscana. In particolare, secondo l’Agcm, Italcementi, Buzzi Unicem, Colacem, Cementir, Sacci, Holcim, Cementirossi, Barbetti, Cementeria di Monselice, Cementizillo, Calme, Moccia e Tsc, nonché Aitec avrebbero dato vita tra il 2011-16 a un’intesa per coordinare i prezzi di vendita in Italia e un controllo delle relative quote di mercato. Particolarmente pesante la multa per le prime due società.
L’intesa oggetto di accertamento istruttorio, secondo l’Antitrust, «si è basata su un modello concertativo unitario e stabile nel tempo, secondo il quale, come emerge dalle evidenze acquisite, le imprese cementiere hanno definito ex ante in maniera concordata, anche nel corso di riunioni associative, identici aumenti nominali del prezzo del cemento da comunicarsi anticipatamente alla clientela». Le stesse imprese, inoltre, secondo l’Authority, «hanno costantemente verificato non solo l’invio al mercato delle lettere di incremento prezzi da parte dei concorrenti, avvalendosi finanche della collaborazione attiva del distributore Tsc, ma anche l’effettiva applicazione di tali aumenti da parte di tutti i concorrenti».

L’associazione di categoria, stando alla versione dell’Antitrust, avrebbe assunto un ruolo attivo in tale coordinamento, facendosi garante sia della complessiva applicazione degli incrementi di prezzo annunciati dalle imprese cementiere, sia diffondendo dati relativi alle consegne di cemento sul territorio nazionale idonei a facilitare un continuo monitoraggio delle quote relative e quindi la stabilità della collusione. Il coordinamento delle condotte commerciali delle imprese avrebbe comportato, in un contesto di crisi del mercato del cemento, il raggiungimento di livelli di ricavi e margini aziendali superiori a quelli ottenibili in un contesto concorrenziale, a danno della domanda rappresentata dal settore edile. A Italcementi è stata comminata una multa per oltre 84 milioni, a Buzzi per 59,7 milioni, a Colacem per 18,2 milioni, a Cementir per 5 milioni, a Holcim per 2,3 milioni, a Rossi per 5,8 milioni, a Sacci per oltre 702mila euro. a Zillo per oltre 4 milioni, a Barbetti per 1,1 milioni, Calme per 1,7 milioni, a Moccia per più di 691mila euro, ad Aitec per quasi 148mila euro e a Tsc per 1.571 euro.

Intanto dalle aziende arrivano repliche con annunci di ricorso. Italcementi «ritiene che gli addebiti siano infondati dal punto di vista fattuale e giuridico e quindi ricorrerà al Tar del Lazio», recita una nota del gruppo. L’azienda ritiene che «le decisioni commerciali assunte dal precedente management di proporre ai clienti aumenti di prezzi nominali dei prodotti siano state dettate da autonome, solide e logiche motivazioni imprenditoriali» e che sia «del tutto sproporzionata la sanzione pecuniaria, una delle più alte irrogate dall’Autorità, in rapporto al fatturato generato dalla società in Italia». Anche Buzzi annuncia l’intenzione di impugnare la decisione dell’Agcm.

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